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Giovani pessimisti e poco fiduciosi: «È pericoloso»

È quanto emerge dal barometro della speranza 2023. L'esperto: «Quando le prospettive si esauriscono le persone tendono a chiudersi».
20min/Celia Nogler
Fonte 20Minuten
Giovani pessimisti e poco fiduciosi: «È pericoloso»
È quanto emerge dal barometro della speranza 2023. L'esperto: «Quando le prospettive si esauriscono le persone tendono a chiudersi».
SAN GALLO - I giovani sono sempre più pessimisti e non credono in un futuro migliore. È quanto emerge dal barometro della speranza 2024 dell’Università di San Gallo. «Malgrado le buone prospettive di lavoro, i giovani sono insoddisfatti», ha s...

SAN GALLO - I giovani sono sempre più pessimisti e non credono in un futuro migliore. È quanto emerge dal barometro della speranza 2024 dell’Università di San Gallo. «Malgrado le buone prospettive di lavoro, i giovani sono insoddisfatti», ha spiegato a 20Minuten il ricercatore Andreas M. Krafft, autore dello studio e membro di Swissfuture. La fascia d'età più colpita da questo pessimismo è quella dei giovani tra i 18 e i 29 anni. 

Un futuro peggiore del presente - Alla domanda su come cambierà la qualità della vita in Svizzera nei prossimi vent’anni, il 68% degli intervistati ha risposto «peggiore di oggi». Alla stessa domanda, il sondaggio del 2022 aveva registrato una risposta simile per il 61% degli intervistati.

Ma quali sono i pericoli di questa tendenza? «Quando la speranza si esaurisce le persone tendono a chiudersi in sé stessi, la vita in società ne risente», ha spiegato Krafft. Un sentimento che era però già presente nel barometro dello scorso anno. «In Svizzera la sicurezza è un bene importante, la sensazione diffusa è che qualcosa possa cambiare in un futuro prossimo».

Le guerra e le crisi nel mondo - Nel sondaggio le guerre e le crisi all’estero hanno inciso in modo significativo sul pessimismo dei giovani. «Le persone hanno paura e si chiudono in se stesse. Il risultato? Sono meno coinvolte nella vita della comunità. Spesso le questioni ambientali e sociali vengono messe da parte. I giovani sentono la mancanza di prospettive perché le crisi sono più grandi di loro e non possono cambiare la situazione. Questo è frustrante. Non si sentono rappresentati dalla politica».

La visione pessimistica dei giovani si è riversata anche sulle aspettative economiche. «Questo aspetto mi ha stupito», ha ammesso Krafft. «Il tasso di disoccupazione è basso e la situazione economica in Svizzera è abbastanza stabile. Questo risultato dimostra che le esigenze dei giovani oggi sono cambiate: l'obiettivo del lavoro non sono solo i soldi, ma piuttosto trovare una professione che possa avere un significato personale».

«I giovani devono essere più coinvolti» - In conclusione, come bisogna agire per ridare linfa alle prospettive dei giovani? «In politica, non si dovrebbero solo affrontare paure, preoccupazioni e problemi, ma anche sviluppare approcci e idee nuovi e orientati al futuro. Ciò include anche nuove forme di partecipazione dei giovani alla politica. Nel mondo degli affari e della formazione, i giovani devono avere l’opportunità di trovare il “lavoro dei sogni”».

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