Keller-Sutter: «È ora di eliminare questa discriminazione fiscale»

Imposizione individuale: oltre la metà dei contribuenti favorita, ma restano critiche sulle nuove disparità.
Imposizione individuale: oltre la metà dei contribuenti favorita, ma restano critiche sulle nuove disparità.
ZURIGO - L’8 marzo gli svizzeri saranno chiamati alle urne per esprimersi sull’imposizione individuale. Una tappa importante per le donne, secondo la consigliera federale Karin Keller-Sutter, che oggi, in un’intervista al Tages-Anzeiger, spiega la propria posizione su questa riforma e rassicura anche rispetto a un possibile ulteriore aumento dell’IVA. «L’imposizione individuale verrebbe probabilmente attuata solo nel 2032. Fino ad allora anche le entrate federali continueranno a crescere in modo marcato», afferma.
Già, perché con l’entrata in vigore della riforma la Confederazione potrebbe registrare perdite fiscali di circa 630 milioni di franchi all’anno. «Non abbiamo un problema di entrate, ma di spese - sottolinea -. E con l’imposizione individuale si vuole eliminare una situazione contraria al diritto. L’attuale penalizzazione del matrimonio viola la Costituzione. Non è accettabile che una coppia sposata con due redditi paghi molte più imposte rispetto a una coppia non sposata con gli stessi redditi».
Una modifica che arriva con notevole ritardo - Oltre quarant’anni fa, il Tribunale federale aveva già criticato la discriminazione delle coppie sposate. Perché la Confederazione ha impiegato così tanto tempo per presentare una soluzione? «Il Consiglio federale ha tentato più volte di attenuare o abolire la penalizzazione del matrimonio - puntualizza - ad esempio con uno splitting parziale o, più recentemente, con il calcolo alternativo dell’imposta, respinto anche dai Cantoni. Tutti questi tentativi sono falliti. C’è sempre stato qualcuno convinto che esistesse una variante migliore. È un triste spettacolo. Ora però il popolo può eliminare la penalizzazione del matrimonio con l’imposizione individuale. Questo rafforza anche la parità tra uomo e donna».
E aggiunge: «Oggi il secondo reddito - nella maggior parte dei casi quello della moglie - è penalizzato fiscalmente. Con l’imposizione individuale questo viene corretto. Così rafforziamo l’indipendenza delle donne. È importante anche perché nel 2021 il Tribunale federale ha stabilito che, dopo un divorzio, le donne devono poter provvedere in larga misura a sé stesse. Ciò è possibile solo se restano attive professionalmente».
Non mancano tuttavia le critiche - Con la riforma potrebbero emergere nuove disparità. Si pensi a due coppie sposate con lo stesso reddito complessivo: nella prima entrambi i coniugi guadagnano più o meno la stessa cifra; nella seconda lavora principalmente il marito, mentre la moglie si occupa della casa. La seconda coppia finirebbe per pagare più imposte della prima. «È vero che le coppie con un solo reddito potrebbero essere più gravate dalla riforma. Tuttavia la società è cambiata: un tempo era normale che lavorasse soprattutto l’uomo. Oggi nel 70 per cento delle coppie sposate entrambi esercitano un’attività lucrativa. E spesso sono penalizzate dall’attuale sistema. Un’uguaglianza fiscale tra non sposati e sposati e, allo stesso tempo, tra coppie con un solo reddito e con due redditi si escludono a vicenda. “Tutto compreso” si può avere dal kebab, non dal fisco», osserva. Le stime indicano comunque che oltre il 50 per cento dei contribuenti trarrebbe vantaggio dalla riforma; per il 36 per cento non cambierebbe nulla, mentre per il 14 per cento vi sarebbe un certo aggravio, soprattutto tra i redditi più elevati».
A beneficiare maggiormente potrebbero essere i pensionati sposati - «L’imposizione individuale non è pensata in primo luogo per loro. Tuttavia ne trarrebbero vantaggio, perché spesso hanno redditi simili e sono quindi colpiti dalla penalizzazione del matrimonio. Inoltre, poiché i loro redditi sono generalmente inferiori a quelli delle persone attive, molti beneficerebbero anche della riduzione dell’aliquota per i redditi bassi e medi».




