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GINEVRAGli autisti di Uber sono ancora indipendenti

13.07.22 - 14:43
«Uber non applica la sentenza federale, l'autorità deve riprendere il controllo»
Keystone
Fonte ats
Gli autisti di Uber sono ancora indipendenti
«Uber non applica la sentenza federale, l'autorità deve riprendere il controllo»

GINEVRA - A Ginevra il caso Uber è tutt'altro che chiuso. Nella città romanda non è cambiato nulla, nonostante la sentenza del Tribunale federale (TF) che ha stabilito che gli autisti della multinazionale devono essere considerati dipendenti, hanno dichiarato mercoledì i sindacati Unia e SIT. Questi ultimi chiedono ora che lo Stato faccia rispettare la legge.

«L'autorità statale deve riprendere il controllo - ha detto Umberto Bandiera, segretario del sindacato SIT - e la sentenza federale deve essere applicata. A oggi, nonostante la decisione del TF, Uber non ha cambiato il suo modello economico e i rischi sono ancora scaricati sugli autisti.

Il mese scorso, il dipartimento cantonale aveva raggiunto un accordo con Uber affinché l'azienda potesse riprendere l'attività a Ginevra dopo la sentenza dell'Alta Corte. La multinazionale ha però deciso di operare attraverso una società terza, la MITC Mobility SA, che formalmente impiega gli autisti che utilizzano l'applicazione del gigante californiano.

«Solo 250 autisti hanno accettato il trasferimento, mentre altri 700 hanno rifiutato - continua Bandiera - le condizioni di lavoro alla MITC non corrispondono a quelle di un lavoro dipendente: non c'è un tasso di occupazione garantito e viene remunerato solo il tempo della corsa. Neppure le spese professionali sono coperte: la manutenzione dei veicoli e la benzina sono a carico degli autisti».

I due sindacati hanno chiesto al cantone di sospendere le attività di Uber e MITC e l'avvio di negoziati a tre con cantone, rappresentanti dei lavoratori e dell'azienda. Unia dal canto suo ha chiesto una risposta nazionale alle attività del gigante californiano. «La SECO e i Cantoni devono costringere Uber a rispettare la legge» afferma Unia. L'intervento delle autorità pubbliche è giustificato perché «il modello Uber si basa sul lavoro nero illegale» conclude Unia.

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