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ZURIGO
11.03.2022 - 23:500
Aggiornamento : 12.03.2022 - 08:19

La Svizzera nel Consiglio di sicurezza dell'ONU fa temere una perdita di neutralità

L'Udc è preoccupata per la possibile adesione, dopo la bocciatura della mozione che chiedeva il ritiro della candidatura

Molte le voci che rassicurano in tal senso: «I nostri buoni uffici, proprio grazie alla nostra neutralità, ora sono più richiesti che mai»

Fonte 20 Minuten / Bettina Zanni
elaborata da Davide Milo
Giornalista

ZURIGO - Il Consiglio nazionale ha dato il suo benestare alla candidatura della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU. Se il Consiglio degli Stati sarà d'accordo, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite deciderà a giugno se concederci uno dei dieci seggi non permanenti nel Consiglio di sicurezza.

Secondo la Carta delle Nazioni Unite, la responsabilità primaria del Consiglio di sicurezza è di mantenere la pace e la sicurezza internazionali. A tal fine, può decidere sia sanzioni economiche che misure militari contro un aggressore.

Tutto ciò metterà a rischio la proverbiale neutralità svizzera? È quanto ritiene l'Udc, che in tal senso ha presentato una mozione per chiedere il ritiro di questa candidatura. Mozione che, oggi, è stata respinta a grande maggioranza dal Consiglio nazionale.

«Dovremo decidere sulla pace e sulla guerra» - «La guerra in Ucraina dimostra che i tempi di pace sono finiti», sottolinea su 20 Minuten il consigliere nazionale Udc, Thomas Aeschi. «Se prenderemo posto nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dovremo decidere sulla guerra o sulla pace. Ciò farebbe a pezzi la nostra neutralità».

«La nostra neutralità è richiesta ora più che mai» - «Il Consiglio di sicurezza decide sulla pace, non sulla guerra», gli fa però eco la consigliera nazionale socialista Franziska Roth. «La Svizzera non può più giocare da libero nella politica mondiale. Putin sta infrangendo tutte le regole, attaccando ospedali e persone in fuga. Soprattutto in questo momento, è importante poter avere voce in capitolo in un comitato che protegge la pace e lo stato di diritto. I nostri buoni uffici, proprio grazie alla nostra neutralità, ora sono più richiesti che mai», conclude.

«Dipendiamo dagli sviluppi internazionali» - Secondo il consigliere nazionale del PLR, Hans-Peter Portmann, bisogna guardare al mondo con occhi diversi. «Già più della metà delle leggi svizzere dipende dagli sviluppi internazionali». SecondoPortmann, con questo seggio la Svizzera potrebbe beneficiare di nuovi contatti e influenzare politicamente gli sviluppi globali.

«Non dovremo schierarci» - Gli esperti confermano che la Svizzera resterà neutrale in seno al Consiglio di sicurezza. «I membri del Consiglio di sicurezza non devono schierarsi», assicura James W. Davis, professore di relazioni internazionali all'Università di San Gallo. «Si tratta di soppesare le argomentazioni sullo sfondo del diritto internazionale. La neutralità è essa stessa parte del diritto internazionale».

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