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SVIZZERALa proposta di Berna: Certificato Covid anche per l'interno di bar e ristoranti

25.08.21 - 14:30
Toccate anche attività al chiuso come cinema, palestre, musei, teatri, manifestazioni sportive e matrimoni.
Keystone
La proposta di Berna: Certificato Covid anche per l'interno di bar e ristoranti
Toccate anche attività al chiuso come cinema, palestre, musei, teatri, manifestazioni sportive e matrimoni.
La decisione definitiva sarà presa dopo la consultazione con i Cantoni, lunedì 30 agosto. Confermata la revoca della gratuità dei test rapidi per gli asintomatici a partire dal primo ottobre.

BERNA - Ristoranti e bar. Anche con il freddo, un classico intramontabile nel tempo libero degli svizzeri. Ma presto, verosimilmente, gli interni degli esercizi pubblici diventeranno accessibili solo a guariti, vaccinati o testati. L'ha deciso e annunciato oggi il Consiglio Federale in vista del «forte aumento del numero di ricoveri di pazienti affetti da Covid-19». La misura, che concerne anche attività al chiuso come concerti, teatri, cinema, musei, palestre, piscine coperte, parchi acquatici, case da gioco, manifestazioni sportive e matrimoni, sarà ora messa in consultazione, e un verdetto definitivo sarà dato già il prossimo lunedì 30 agosto.

Quando - L'entrata in vigore della misura, se dovesse essere approvata in consultazione, sarà definita in base all'evoluzione della situazione epidemiologica, specifica il Ministro della sanità Alain Berset. Lo scopo della disposizione è quello di evitare la chiusura delle attività e permettere la continuità economica. 

Dove e a chi non serve - Faranno eccezione, con un massimo di 30 persone, le manifestazioni religiose, i funerali e le manifestazioni per la formazione dell’opinione politica. Come finora, non è previsto di estendere l’obbligo del certificato ai bambini e ai giovani al di sotto dei 16 anni, né al personale impiegato in queste attività.

I test - Il Governo federale conferma inoltre, come già preannunciato due settimane fa, che il costo dei test antigenici rapidi per gli asintomatici non sarà più coperto dalla Confederazione a partire dal primo di ottobre. Per le persone che presentano sintomi di un’infezione da Coronavirus, i test rimangono gratuiti, ma non danno diritto al Certificato Covid. Berna continuerà a rimborsare i test anche per le persone che, per motivi medici, non possono essere vaccinate, oltre che per gli under 16.

Discoteche e sale da ballo - Per quel che riguarda i locali notturni, nei quali vige già l'obbligo del Certificato Covid, verrà introdotto come provvedimento supplementare l'obbligo di registrare i dati di contatto. 

Vaccino gratis anche per frontalieri e svizzeri all'estero - Il Consiglio federale ha deciso anche una modifica dell’ordinanza sulle epidemie. In futuro potranno farsi vaccinare nel nostro Paese anche gli svizzeri residenti all’estero e i membri del loro nucleo familiare (coniugi/partner, figli, genitori e suoceri che vivono nella stessa economia domestica) che non hanno l’assicurazione malattie obbligatoria in Svizzera e i frontalieri che si trovano nella stessa situazione. Come richiesto dai Cantoni, i costi saranno a carico della Confederazione.

La crisi sanitaria - Il recente drastico peggioramento della situazione epidemiologica, viene specificato, è «verosimilmente da ricondurre soprattutto al basso tasso di copertura vaccinale». Da qui il confronto con i nostri vicini: «In Svizzera, si è sottoposto almeno alla prima vaccinazione il 56 per cento della popolazione, contro il 63 per cento nell’Unione europea». Dieci giorni fa c'è stato un raddoppio del numero dei casi, sottolinea Berset. La maggior parte dei ricoverati ha tra i 30 e i 60 anni. «Sapendo che c'è sempre un ritardo di ricoveri e decessi dall'esplosione dei casi vogliamo essere pronti ed evitare il sovraccarico del sistema ospedaliero».  «Non c'è una scorciatoia in questa pandemia. Bisognerà percorrere tutta la strada finché non si arriverà a un'immunizzazione sufficiente della popolazione», queste le parole del consigliere federale.

È il momento delle domande dei media

Fino a poco tempo fa la Confederazione aveva detto di non avere intenzione di introdurre il Certificato Covid negli esercizi pubblici. Ora proponete questo. Non è il caso di essere più cauti nella comunicazione?
Berset: La situazione muta ogni giorno e gli sviluppi sono difficilmente prevedibili. Noi adattiamo le misure in maniera proporzionale e progressiva. 

Ora che i test non saranno più gratuiti ci sarà una divisione della società non solo tra vaccinati e non vaccinati ma anche tra chi si può permettere i test e chi non può. 
Berset: Farsi vaccinare è gratuito. Ciascun individuo può scegliere se approfittare di questa offerta o meno. I test per i sintomatici, gli under 16 e le persone che non possono vaccinarsi continueranno a essere presi a carico dalla Confederazione.

Se la consultazione inizia ora e si decide per una messa in vigore tra due mesi la posizione presa ora dai Cantoni non è prematura?
Berset: Noi cerchiamo di fare una consultazione preventiva per anticipare la messa in vigore. Adesso noi non vogliamo più farci sorprendere. Potremmo però anche in un secondo tempo fare una seconda consultazione. I Cantoni sanno come funziona tutto questo processo e possono dirsi pro o contro specificando in funzione di quali condizioni.

Si prevede un'estensione del Certificato Covid anche alle università?
Michael Gerber, esperto legale dell'UFSP: Abbiamo fatto una riflessione in questo senso, ma per il momento non abbiamo ancora nessuna proposta.

Quanti sono attualmente i contagi riconducibili al rientro dalle vacanze? 
Circa il 40% del totale.  

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