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FRIBURGO
04.08.2021 - 23:550

Test della saliva da casa per il certificato Covid

Friburgo sta valutando la possibilità di effettuare la procedura tramite videosorveglianza.

Berna deve creare una base giuridica per consentire la pratica.

FRIBURGO - Mentre diversi centri per i test Covid chiudono, e molte farmacie hanno iniziato ad sostituire l'offerta di screening con la possibilità di ottenere il vaccino, Berna sta valutando di consentire i test salivari da casa, ma sotto videosorveglianza. Almeno stando alla "Luzerner Zeitung".

Pioniere in questo settore, il Canton Friburgo sarebbe pronto a partire. Ma affinché la procedura possa essere convalidata su larga scala, Berna deve ancora stabilire una base giuridica per approvarne i risultati, garantendo nel contempo la protezione dei dati di coloro che la utilizzano.

Procedura supervisionata - Contattato, il medico cantonale di Friburgo, Thomas Plattner, ha confermato le informazioni del quotidiano lucernese. «Un laboratorio di analisi locale offre una soluzione per l'autocampionamento della saliva sotto videosorveglianza, seguito da un'analisi PCR per rilevare il Covid-19, procedura che è stata convalidata dall'UFSP». Si tratta quindi di un test PCR della saliva che permetterà di ottenere un certificato valido per 72 ore.

La procedura è relativamente semplice, come precisato dal medico cantonale: davanti alla telecamera può presentarsi solo una persona alla volta per la verifica del documento d'identità e del numero identificativo del kit. È solo dopo questa fase che il kit, che è sigillato, può essere aperto. La persona esegue l'autocampionamento davanti alla telecamera e chiude il kit, prima di riporlo in una busta, anch'essa sigillata, poi spedita per posta. Si precisa che questi test salivari PCR mediante autocampionamento consentono di ottenere un certificato Covid solo se la procedura complessiva è stata eseguita correttamente.

Tuttavia, osserva il quotidiano svizzero-tedesco, è possibile che già in autunno perderanno di valore. A seconda dell'evoluzione della situazione sanitaria, le persone non vaccinate potrebbero essere soggette a restrizioni maggiori rispetto ad oggi, secondo un documento interno al Servizio Sanitario Coordinato (SSC) dell'esercito, del quale è entrato in possesso il quotidiano. Lo scopo? Evitare nuove misure che colpiscano anche le persone che hanno ricevuto il vaccino. Gli esperti federali, infatti, temono forti resistenze e proteste se così fosse.

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