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VALLESE
22.05.2021 - 17:230
Aggiornamento : 23.05.2021 - 08:23

Sarah è stata ritrovata senza vita

La 21enne belga aveva abbandonato il suo appartamento di Zermatt alle 4.30 di mattina del 19 maggio, sparendo nel nulla.

Lì aveva lasciato tutti i suoi effetti personali. Nel bagno era stato trovato del sangue. La sua auto era ancora parcheggiata a Täsch.

SION - Dopo 72 ore di silenzio, le speranze di ritrovare in vita Sarah Kassandra Huyghe si sono infrante. Il corpo della 21enne belga è infatti stato ritrovato senza vita, come confermato dalle autorità belghe in un Tweet che però non rivela le cause del decesso.

Mistero - Ma riavvolgiamo il nastro. E partiamo dall'avviso di scomparsa emesso lo scorso 20 maggio dalla polizia cantonale vallesana. Secondo i primi elementi, la giovane studentessa fiamminga - era infatti originaria di Ypres - aveva lasciato il suo appartamento di vacanza di Zermatt alle 4.30 di mattina del 19 maggio. Da allora di lei si erano perse le tracce.

Il giallo - Le modalità del suo allontanamento erano però parse strane fin dal primo momento. Anche perché nell'appartamento aveva lasciato tutti i suoi effetti personali tra cui il telefonino e il portafoglio. E pure la sua macchina, parcheggiata a Täsch, non si è più mossa dalla sera di quel 17 maggio in cui la giovane aveva raggiunto Zermatt in treno per trascorrere lì una vacanza con un gruppo di amici. Ma un litigio avrebbe rotto l'idillio. Proprio per tutta questa serie di fattori la famiglia ha immediatamente contatto la polizia vallesana, chiedendole di emettere un avviso di scomparsa. 

Sangue in bagno? - Il mistero si infittisce e iniziano pure a emergere aspetti macabri. Il fratello della scomparsa rivela infatti a flanderninfo.be (un sito fiammingo) che alcune tracce di sangue sarebbero state rinvenute nel bagno di Sarah: «I cani hanno seguito quella traccia portando gli inquirenti in una foresta tra l'appartamento e la stazione dei treni». «Il caso è seguito da vicino da Bruxelles e dalla nostra ambasciata a Berna», aveva precisato un portavoce del ministero degli Esteri belga al quotidiano belga.

Prudenza elvetica - Sul fronte svizzero si è invece molto più prudenti nelle dichiarazioni. Venerdì sera la polizia cantonale vallesana ha precisato che per il momento non c'è «nessuna prova che confermi la tesi di un crimine violento». Il Ministero pubblico ha comunque aperto un'inchiesta sul caso. Indagine che ora, con il ritrovamento del corpo senza vita della giovane, si rivela più importante che mai e dovrà fare luce su questa misteriosa vicenda.

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