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SVIZZERA
03.02.2021 - 22:550

Una cartina non ufficiale mostra i focolai nelle scuole

L'ha creata una mamma di uno studente, che mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle infezioni in classe.

Per Berna la chiusura generalizzata al momento non è un'opzione.

BERNA - Una Svizzera disseminata di cartelli di pericolo biologico. Si presenta così la cartina ideata da una mamma, che grazie alle segnalazioni raccoglie tutti i focolai con variante inglese e sudafricana presenti nelle scuole. Attualmente la cartina mostra più di 100 cartelli distribuiti nella metà dei Cantoni, Ticino compreso. 

Si tratta del primo documento, non ufficiale, che raccoglie i dati a livello nazionale. L'UFSP infatti non ha rilasciato statistiche in merito, in quanto spetta ai singoli Cantoni agire a livello locale nelle scuole. 

Dietro al progetto c'è una mamma di un bambino delle scuole elementari di Berna, che vuole rimanere anonima per paura di ripercussioni. 

L'intento della cartina (che segnala le scuole in cui vi è almeno una classe in quarantena) è sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema dei casi di coronavirus nelle scuole. Ogni giorno la mamma riceve una trentina di nuove segnalazioni da parte di insegnanti, medici e genitori. 

Misure di protezione - Stando alla donna, il numero di focolai e le sempre più frequenti chiusure scolastiche sono la prova che le misure di protezione all'interno delle scuole non stanno funzionando. La donna, sentita da 20 Minuten, propone quattro settimane di chiusura delle scuole. E se l'istruzione a distanza non dovesse essere possibile, sono necessari ulteriori misure di protezione all'interno delle scuole, come ad esempio classi più piccole, rinunciare alle lezioni di ginnastica e di canto, e dotare le aule di un filtro dell'aria. Propone anche di togliere l'obbligo di frequenza se i genitori sono in grado di insegnare a casa. 

Anche l'UFSP si è chinato sul problema delle infezioni nelle scuole. «In effetti ci sono sempre più focolai negli istituti scolastici nelle ultime settimane, legate alle mutazioni» ha dichiarato ieri Patrick Mathys, capo della Sezione gestione delle crisi e collaborazione internazionale dell’UFSP. «Siamo in contatto con i direttori scolastici per esaminare le possibili misure» ha aggiunto. 

«La chiusura generale delle scuole in questo momento non è un'opzione per il governo federale» ha dichiarato martedì il consigliere federale Alain Berset. «In caso di focolai locali, la chiusura del singolo istituto funziona bene». 

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