Keystone
SVIZZERA
16.12.2020 - 14:250

Gli operatori sanitari insistono: «Urgono misure drastiche»

Per bocca del sindacato VPOD e di altre associazioni avvertono: «Il sistema sanitario rischia di crollare».

BERNA - Il sistema sanitario è sovraccarico a causa della pandemia di coronavirus e per il personale degli ospedali, delle case per anziani e degli Spitex la situazione è mentalmente e fisicamente estenuante. Il sindacato dei servizi pubblici VPOD e cinque associazioni del settore chiedono l'adozione immediata di misure drastiche per ridurre i contagi.

Il numero di nuovi casi e di nuovi ricoveri dovuti al Covid-19 deve diminuire rapidamente e in modo significativo, altrimenti il sistema sanitario rischia di crollare, scrivono l'associazione degli ospedali H+, Spitex Svizzera, Curaviva Svizzera, Spitex privée Suisse (ASPS) e l'associazione di assistenza agli anziani Senesuisse in un comunicato stampa congiunto.

Gli operatori del settore hanno lanciato un appello alla popolazione affinché rispetti le misure prescritte dalle autorità poiché sono l'unico modo per ridurre drasticamente il numero di infezioni e di conseguenza l'onere per le istituzioni sanitarie. In caso contrario, le risorse disponibili per la cura della popolazione non saranno sufficienti, avvertono le associazioni.

Il personale sanitario e infermieristico è al limite. A causa della diffusione del virus, alcuni dipendenti sono in isolamento o in quarantena e questo aggrava la carenza di personale e peggiora ulteriormente la situazione.

Anche secondo il sindacato VPOD sono necessari provvedimenti severi per garantire che la situazione negli ospedali e nelle case anziani rimanga gestibile. Il numero crescente di nuove infezioni sta portando a un'ondata di morti nelle case di riposo e nei reparti di terapia intensiva. Gli operatori sanitari sono esausti. Subiscono la mancanza di personale, i salari bassi e una tutela della salute inadeguata.

Invece di proporre loro periodi di riposo, alcuni datori di lavoro hanno persino chiesto ai dipendenti in quarantena o infetti asintomatici di lavorare per ovviare alla carenza di personale. Tutto questo senza una base legale e con il rischio di trasmettere il virus ai colleghi e a pazienti o residenti, afferma la nota.

Durante la settimana di protesta di ottobre sono state esposte chiare rivendicazioni: gli applausi non sono sufficienti, occorre rimediare alle carenze strutturali del settore sanitario. Non vi è però stato alcun segno di miglioramento e i politici non prendono ancora sul serio le richieste degli operatori sanitari, conclude la VPOD.

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