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SVIZZERA
13.05.2020 - 06:050

I vestiti invenduti finiranno in discarica?

I negozi hanno potuto riaprire, ma la collezione primaverile sta già facendo spazio a quella estiva

Fonte 20 Minuten/Fabian Pöschl
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

ZURIGO - A causa del lockdown, i negozi d'abbigliamento si ritrovano con troppi articoli. «Attualmente i nostri magazzini sono particolarmente pieni» afferma per esempio Pascal Weber, portavoce di Chicorée, interpellato da 20 Minuten. Un problema che riguarda la collezione primaverile, che nel frattempo è stata quasi completamente tolta dagli scaffali per fare spazio a quella estiva.

«A tutti i negozi d'abbigliamento avanza merce per via delle prolungata chiusura» spiega l'esperto tessile Peter Frank della ditta di consulenza BBE. «Nel settore i mesi di marzo e aprile sono i più importanti». E ora i rivenditori si trovano col problema di doversi disfare della collezione primaverile quando fuori le temperature sono già quasi estive.

Verso il riciclaggio... o la distruzione - Probabilmente una buona parte della collezione resterà invenduta. Andrea Weber Marin, professoressa alla Scuola universitaria professionale di Lucerna, stima che normalmente un terzo degli articoli non lascia lo scaffale del negozio. Ora a causa della crisi il numero di capi sarà ben superiore.

Ma i vestiti invenduti dove andranno a finire? Una parte sarà trasformata o riciclata. Ma altri vengono smaltiti, specie se si tratta di abbigliamento di marca, come afferma Weber Marin. La distruzione dei capi d'abbigliamento è quanto teme di più l'organizzazione per i diritti umani Public Eye, che punta il dito contro la cosiddetta fast-fashion: «La conseguenza di sovrapproduzione e costante rinnovo delle collezioni è che regolarmente articoli nuovi finiscono in discarica» afferma il portavoce Oliver Classen. E questo potrebbe accadere, secondo quest'ultimo, in particolare per tutta quella merce che a causa delle crisi non ha nemmeno lasciato il paese di produzione.

Outlet, online o paesi dell'est - Ma il settore si difende. Il gigante del tessile Inditex, a cui appartiene la catena Zara, è per esempio accusato di bruciare le collezioni invendute. Ma - su richiesta - parla di «informazioni sbagliate». Anche la portavoce di H&M Silei Urech afferma: «Non gettiamo via nulla, andrebbe contro la nostra filosofia». La stessa risposta arriva da Chicorée e Manor.

Secondo l'esperto tessile Frank, nel settore dell'abbigliamento la distruzione della merce non sarebbe frequente. Sarebbe infatti possibile disfarsene con più profitto. Per esempio nella vendita outlet, online o su mercati dell'Europa orientale.

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