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La Formula 1 fa marcia indietro… e stavolta non è una metafora

Cura dimagrante necessaria
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La Formula 1 fa marcia indietro… e stavolta non è una metafora
Cura dimagrante necessaria
Il 2026 porterà una (mezza) rivoluzione.
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MONTREAL - Sì, avete capito bene. Dopo anni passati a progettare monoposto sempre più grandi e muscolose — talmente ingombranti da sembrare fuori scala nei circuiti storici — la F1 ha deciso di fare dietrofront. Colpo di scena: nel 2026 arriva ...

MONTREAL - Sì, avete capito bene. Dopo anni passati a progettare monoposto sempre più grandi e muscolose — talmente ingombranti da sembrare fuori scala nei circuiti storici — la F1 ha deciso di fare dietrofront. Colpo di scena: nel 2026 arriva un ridimensionamento bello tosto. E attenzione, perché pare che si stiano rispolverando idee vecchie di vent’anni. A volte ritornano… e a volte servono.

Ma perché rivoluzionare tutto? Beh, semplice: la tecnologia è andata talmente veloce che ha seminato il regolamento. Serve una svolta a U, ma di quelle con le gomme che urlano e l’asfalto che fuma.

Il nuovo pacchetto tecnico punterà molto su motori, carburanti alternativi e sostenibilità. Qualcuno già la chiama la “Formula E che si è fatta una Red Bull”, ma per i puristi del motorsport sarà un’estate calda. E non solo per colpa dell’anticiclone africano…

E allora parliamo di misure. Le monoposto 2026 saranno più compatte, più leggere e (si spera) più agili. Addio all'effetto suolo, addio a certe esasperazioni aerodinamiche. La larghezza delle vetture passerà da da 2’000 a 1’900 mm, il passo scenderà da 3’600 a 3’400 mm, le alette saranno ridotte (meno downforce, più sfida) mentre confermati i cerchi (da 18”) le gomme diventeranno più strette.

Certo, una macchina più stretta entra meglio in curva, ma perde carico aerodinamico. Tradotto: sarà meno incollata all’asfalto, più sensibile all’aria sporca e… crescerà la battaglia (vera) in pista.

Non è la prima volta che la F1 fa retromarcia: nel 1994, dopo Imola, fu un intervento necessario e doloroso. Stavolta è (per fortuna) più preventivo, ma comunque radicale.

Gli ingegneri? Sempre lì, pronti a infilarsi come ninja nelle pieghe del regolamento. Ma la FIA ha deciso di rimescolare le carte. E stavolta lo fa davvero sul serio.

Come dicono i francesi: affaire à suivre.

Intanto ci si prepara al GP del Canada. E finché il semaforo non diventa verde... piede giù sul gas, forte forte.

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