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CARNET NOIR
18.07.2015 - 10:200
Aggiornamento : 17:15

"Jules ha lottato ma non ce l'ha fatta. Il nostro dolore è immenso e indescrivibile"

La famiglia Bianchi è ovviamente distrutta in seguito al decesso del pilota 25enne

NIZZA (Francia) - Il suo Gran Premio più importante è finito troppo presto, a soli 25 anni. Jules Bianchi si è "ritirato" da questa gara difficile, ma non senza lottare. Il pilota francese è morto nella notte nell’ospedale di Nizza dove era ricoverato in stato di coma dall’incidente avuto al Gp del Giappone dello scorso ottobre.

Ne hanno dato l’annuncio i familiari. Bianchi, che aveva 25 anni, era in stato di incoscienza dal 5 ottobre, quando ebbe l’incidente nel circuito di Suzuka: "Jules ha combattuto fino all'ultimo, come ha sempre fatto, ma oggi la sua battaglia è giunta al termine. Il nostro dolore è immenso ed indescrivibile". Dopo mesi di coma, lunedì scorso, il padre del giovane pilota aveva detto di essere «meno ottimista» sulla possibilità che il figlio potesse riprendersi.

La Formula 1 ora piange quel ragazzo di 25 anni che ha avuto la forza di resistere nove mesi dopo il fatale crash contro la gru che stava spostando la Sauber di Adrian Sutil, incidentata poco prima sotto la pioggia alla conclusione del Gp del Giappone. Correva per la Marussia, ma era un pilota della Ferrari Driver Academy che aveva la speranza di salire prima o poi sulla Rossa. Nella sua carriera ha disputato 34 Gran premi ottenendo 2 punti nel mondiale proprio lo scorso anno a Monte Carlo, due punti vitali per l'esistenza del suo team ora diventato Manor Grand Prix.

Di seguito il comunicato della famiglia di Jules, primo pilota morto in F1 per un incidente dopo Ayrton Senna, pubblicato da formulapassion.it:

“È con profondo dolore che i genitori di Jules Bianchi, Philippe e Christine, suo fratelllo Tom, e sua sorella Mélanie, desiderano comunicare che Jules è morto la scorsa notte al Centro Ospedaliero Universitario di Nizza, dove era ricoverato a seguito dell’incidente del 5 ottobre 2014 a Suzuka durante il GP del Giappone di Formula 1. Jules ha lottato fino alla fine, come ha sempre fatto, ma oggi la sua battaglia è arrivata alla fine. Il dolore che proviamo è immenso e indescrivibile. Vogliamo ringraziare lo staff medico del CHU di Nizza che lo ha curato con amore e dedizione. Vogliamo anche ringraziare lo staff del General Medical Center nella prefettura di Mie, che ha assistito Jules subito dopo l’incidente, così come tutti gli altri dottori che si sono presi cura di lui negli ultimi mesi. Inoltre, ringraziamo i colleghi di Jules, gli amici, i tifosi e tutti coloro che hanno dimostrato il loro affetto per lui nel corso degli ultimi mesi; questo ci ha dato grande forza e ci ha aiutato ad affrontare questi momenti difficili. Sentire e leggere i numerosi messaggi ci ha fatto comprendere quanto Jules avesse toccato il cuore e le menti di così tante persone nel mondo. Vorremmo chiedere che la nostra privacy venga rispettata in questo momento difficile, mentre cerchiamo di fare i conti con la perdita di Jules”.

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