Il Lugano non si ferma più, alti e bassi ad Ambrì (dove manca l'apporto degli stranieri d'attacco)

I bianconeri volano e guardano tutti dall'alto, in Leventina ci sono ancora ampi margini di miglioramento.
Domani sarà già tempo di tornare sul ghiaccio con Ambrì-Davos e Langnau-Lugano
I bianconeri volano e guardano tutti dall'alto, in Leventina ci sono ancora ampi margini di miglioramento.
Domani sarà già tempo di tornare sul ghiaccio con Ambrì-Davos e Langnau-Lugano
LUGANO/AMBRÌ - Non vi sono dubbi, in questo primo scorcio di campionato è il Lugano la squadra più in forma e quella che gioca l'hockey più frizzante. Digerita la sconfitta iniziale rimediata a Zugo, la formazione di Luca Gianinazzi – attuale capolista – ha poi inanellato quattro successi consecutivi. Tutti ottenuti in modo diverso, ma tutti con un unico denominatore comune: qualità.
Tolta qualche normale amnesia, i bianconeri stanno davvero convincendo a 360 gradi, dimostrando sabato contro il Kloten di saper vincere anche senza un certo Calvin Thürkauf, il Top Scorer dell'ultimo campionato. Mai come in questo caso è giusto sottolineare il lavoro del collettivo, favorito dalle intuizioni del coach ticinese, il quale sembra aver già trovato le soluzioni giuste e l'assetto ideale per il suo Lugano.
Dopo cinque partite in cui aveva sempre raccolto punti, sabato a Berna l'Ambrì si è invece inceppato per la prima volta, portando a casa un secco 4-0. Nella capitale i leventinesi hanno pagato a carissimo prezzo due penalità consecutive incassate da Zaccheo Dotti, nelle quali in entrambi casi gli Orsi hanno colpito.
Se è vero che generalmente l'HCAP ha convinto nelle prime sei uscite stagionali, è altresì giusto notare come l'apporto degli stranieri offensivi sia stato fino ad oggi insufficiente. Escludendo l'infortunato Maillet, Kubalik non sembra ancora aver carburato, mentre Ang e Lilja hanno sin qui messo a bilancio un assist in due (fatto dal canadese).
Senza dimenticare André Heim, che durante le partite si nota davvero poco. Tenendo in considerazione questo aspetto, ecco che in Leventina i margini di crescita sembrano essere ancora ampi...










