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A Lugano si riparte (ancora una volta) da zero

Nuovo avvicendamento in panchina sulle rive del Ceresio: è la sconfitta di tutti.
A Lugano si riparte (ancora una volta) da zero
Ti-press (Pablo Gianinazzi)
A Lugano si riparte (ancora una volta) da zero
Nuovo avvicendamento in panchina sulle rive del Ceresio: è la sconfitta di tutti.
Si riparte da Luca Gianinazzi, allenatore giovane ma con tantissimo entusiasmo. La società dovrà essere paziente.
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LUGANO - Gli scricchiolii già presenti sul finire dello scorso campionato hanno avuto l'effetto di scatenare un vero e proprio terremoto già nella fase d'abbrivio della stagione 2022/23. D'altronde i numeri, i risultati, le pessime pres...

LUGANO - Gli scricchiolii già presenti sul finire dello scorso campionato hanno avuto l'effetto di scatenare un vero e proprio terremoto già nella fase d'abbrivio della stagione 2022/23. D'altronde i numeri, i risultati, le pessime prestazioni fornite dai giocatori e gli spifferi provenienti da Lugano non mentivano: la squadra non seguiva più Chris McSorley, l'uomo che il club aveva scelto soltanto 17 mesi fa con l'obiettivo di riportare il titolo sulle rive del Ceresio. 

Ancora una volta i vertici societari hanno dunque azionato il tasto “Reset” per ripartire da zero, dovendo purtroppo ingoiare un altro boccone amaro. Un film già visto troppe volte in questi anni alla Cornèr Arena... Ma è tutta colpa di Chris McSorley? Assolutamente no. Come ben recitava uno striscione esposto sabato sera in Curva Nord anche i giocatori – che poco o nulla hanno fatto per salvare la pelle del loro condottiero – hanno le loro responsabilità. Il livello portato sul ghiaccio da alcuni di loro, soprattutto da coloro che dovrebbero trascinare i compagni, era semplicemente imbarazzante. 

Chiuso il capitolo-McSorley, i bianconeri – sconfitti in entrambe le uscite del weekend contro Berna (7-3) e Davos (3-2) – hanno deciso di puntare tutto sul 29enne Luca Gianinazzi, da cinque anni alla guida degli U20 Elit. Un profilo interessante, un allenatore al quale la società dovrà ora concedere il tempo di costruire, di implementare il suo hockey ma perfino la possibilità di sbagliare. «Credo tanto in due cose: il competere e il potersi divertire. Sono fondamentali. Competere è la base mentre il divertimento ti permette di essere non prevedibile in zona offensiva», le parole espresse dal nuovo head coach dei sottocenerini. Ci vorrà tempo, ma ora non ci sono più scuse: a Lugano è giunta l'ora che tutti inizino a remare nella stessa direzione. Senza se e senza ma. Ne va della credibilità di tutti, della società in primis...

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