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Sannitz "lascia" nel segno del... 38: «Ora inizia la mia seconda carriera»

Il 38enne, numero 38 del Lugano - autore anche di 38 punti totali con la maglia della Nazionale - ha deciso di smettere.
Tipress, archivio
Sannitz nel 2006, momento in cui è salito sul tetto svizzero per la seconda volta.
Sannitz "lascia" nel segno del... 38: «Ora inizia la mia seconda carriera»
Il 38enne, numero 38 del Lugano - autore anche di 38 punti totali con la maglia della Nazionale - ha deciso di smettere.
La sua maglia verrà ritirata e nessun giocatore bianconero potrà più indossarla: «I ricordi riaffiorano di continuo e mi rendo conto di aver vissuto davvero tante emozioni in 22 anni di hockey».
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LUGANO - Raffaele Sannitz ha deciso di appendere i pattini al chiodo dopo 22 stagioni da professionista. Il 38enne ticinese aveva esordito nella massima serie svizzera – a soli 16 anni – nel campionato 1999/2000 dopodiché ha convol...

LUGANO - Raffaele Sannitz ha deciso di appendere i pattini al chiodo dopo 22 stagioni da professionista. Il 38enne ticinese aveva esordito nella massima serie svizzera – a soli 16 anni – nel campionato 1999/2000 dopodiché ha convolato a nozze con il Lugano, legandosi ai colori bianconeri praticamente per tutta la sua carriera.

Sono infatti state solo due le parentesi lontane dal Ticino: nel 2004/2005 e nel 2012/2013. La prima volta – draftato in NHL dai Columbus Blue Jackets (2001) – ha tentato l'avventura nordamericana, disputando il campionato di AHL con i Syracuse Crunch. Nella seconda esperienza lontano da Lugano ha invece difeso per un anno i colori del Kloten. «Non è stata una scelta semplice», ha analizzato Sannitz. «Ho però valutato bene ogni aspetto e sono giunto a questa conclusione. Sono sempre stato consapevole che prima o poi ci sarebbe stata una fine e malgrado io sia ancora fisicamente in salute, ho sentito che era arrivato il momento di smettere. Ho 38 anni e sono sceso sul ghiaccio ad alti livelli per 22: non avrei potuto chiedere di più, sono sereno».

Con i bianconeri l'ormai ex attaccante ha conquistato due campionati nazionali (2003 e 2006), realizzando anche – la seconda volta – il gol decisivo nell'ultimo match della finalissima dei playoff. Oltre a questo ha vestito la maglia della Nazionale svizzera in 103 occasioni (38 punti), prendendo anche parte a quattro Mondiali e a un'Olimpiade. «Sotto certi aspetti non è stato così difficile dire basta, anche perché sono davvero soddisfatto e fiero della mia carriera. Come giocatore ho dato il massimo e alla fine, in questo contesto, ho praticamente realizzato tutti i miei sogni. Ho militato nel Lugano – e l'ho fatto per 20 stagioni – ho vinto il campionato con la mia squadra del cuore, sono stato draftato in NHL e – infine – ho giocato in campo internazionale con la Nazionale elvetica, prendendo parte a tornei importanti. Non ho nessun rimpianto».

Sannitz chiude così la sua avventura a Lugano dopo 900 partite – fra regular season e playoff – condite da 344 punti (*fonte Eliteprospects.com). Si tratta del secondo giocatore con più presenze nella storia del club alle spalle di Julien Vauclair (939) e davanti a Sandro Bertaggia (789). La sua maglia, la numero 38, verrà inoltre ritirata dal club e in Prima Squadra non potrà più essere indossata da nessuno. «Quando ciò avverrà ufficialmente vivrò sicuramente un momento speciale, anche se durante la mia carriera non ho mai dato troppo peso a questo tipo di traguardi. Ho solo pensato a giocare a hockey e a dare il 100% per il Lugano. Adesso che ho smesso, i ricordi riaffiorano di continuo e mi rendo conto di aver vissuto davvero tante emozioni. Fra qualche anno la situazione sarà sicuramente diversa e quando alla Cornèr Arena vedrò la mia maglietta appesa vicina a quelle di alcuni giocatori storici, vivrò indubbiamente delle sensazioni uniche».

Adesso cosa farai? «Si è appena chiuso un grande capitolo della mia vita, devo staccare un attimo e rilassarmi. Sono in ogni caso motivato a immergermi in una nuova avventura. Ora avrò tutto il tempo necessario per fare le mie valutazioni e per capire come muovermi al meglio nella mia seconda carriera. Rimanere nell'ambiente è sicuramente più che un'opzione, anche perché l'hockey mi ha dato davvero tanto e con l'esperienza che ho accumulato in tutti questi anni, penso di potergli restituire qualcosa».

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