Milan, il repulisti è stato un errore enorme

«Milan subito vincente? Possibilità quasi nulle»
Arno Rossini: «Questo Milan mi sembra... l'Inter di Thohir»
«Milan subito vincente? Possibilità quasi nulle»
Arno Rossini: «Questo Milan mi sembra... l'Inter di Thohir»
MILANO - Piazza pulita. Il risultato non è arrivato - anzi, per quanto è accaduto, è stato clamorosamente mancato - e allora la proprietà ha mandato via tutti. Stiamo ovviamente parlando di Milan e del repulisti fatto da Gerry Cardinale. Partito la scorsa estate con Igli Tare e Max Allegri, che sono andati ad affiancare Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, il progetto rossonero è affondato nel finale di un campionato complicato. A lungo vicino all’Inter, con la primavera il Diavolo si è infatti squagliato, liquefacendosi del tutto nell’ultima, importantissima, sfida al Cagliari. È arrivata una sconfitta, la qualificazione alla Champions League è svanita e così dal fondo RedBird hanno deciso di voltare pagina, mostrando un pragmatismo tutto nordamericano.
“Fallimento inequivocabile” è stata l’espressione usata dalla proprietà per archiviare la stagione. Non si può aggiungere molto altro.
«Che il Milan abbia fallito, che si sia buttato via nelle ultime settimane dopo una prima parte di stagione positiva, è innegabile - è intervenuto Arno Rossini - La scelta di mandare via tutti gli uomini di calcio è in ogni caso, per me, stata un errore».
Parte dei tifosi ha protestato scrivendo: “Allegri e Tare uomini veri, Ibra male assoluto”.
«Eh, Ibrahimovic è come l’edera, una pianta infestante. Non si è ancora ben capito quale sia il suo ruolo in società. Per quel che riguarda tecnico e direttore sportivo invece, forse non si sarebbe dovuto scegliere a caldo. Le emozioni le avrebbero dovute lasciare da parte».
Meritavano di essere salvati?
«Il mister forse no: in fondo aveva un obiettivo da assicurare e lo ha fallito. Per Igli però il discorso è diverso. È un professionista serio e preparato, con tanti contatti e grande personalità. In generale, più che dei singoli, mi preme comunque parlare della “squadra” tecnica. Per pensare di ottenere risultati serve programmazione, non mi stancherò mai di dirlo. Facendo piazza pulita, perché oltre ai quattro uomini citati sono stati allontanati anche tutti i loro collaboratori, il Milan dovrà praticamente ripartire da zero. E se riparti da zero le possibilità di tornare a essere subito vincente sono quasi nulle. Mettiamola così, nella prossima stagione non mi aspetto un Diavolo scintillante».
Ripartirà puntando alla qualificazione alla Champions.
«E si troverà a battersi contro rivali che sono più avanti nella costruzione della squadra futura. L’Inter e la Roma che sono già forti, la Juventus che ha già delle certezze e farà sicuramente meglio di quest’anno, poi il sempre bellissimo e, anche, ricchissimo Como, e il Napoli. La vedo male per i rossoneri, che in questa fase della loro storia mi ricordano molto l’Inter di Thohir. E ho detto tutto».









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