«Girano troppi soldi, che vanno ad aumentare veleni e antipatie»

Graziano Cesari si è espresso sul caso-Rocchi: «Anche ai miei tempi c'era rivalità, ma era sana»
Graziano Cesari si è espresso sul caso-Rocchi: «Anche ai miei tempi c'era rivalità, ma era sana»
ROMA - Un nuovo terremoto sta travolgendo il calcio italiano. Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, è accusato di frode sportiva: avrebbe infatti condizionato alcune scelte arbitrali. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, anche se c'è già chi l'ha battezzata la nuova Calciopoli, l'ex fischietto italiano Graziano Cesari (oggi opinionista per Mediaset) ha espresso il suo pensiero al Corriere della Sera.
«Il problema sono i soldi, ne girano troppi - ha detto il 69enne - Quindi aumentano le tensioni, le antipatie, i veleni. Al di là dell'inchiesta, della quale non conosco i dettagli, sono certo che la crisi degli arbitri italiani nasce così. Noi, ai nostri tempi, guadagnavamo poco. Non era un lavoro ma una missione. Come ha detto il mio grande maestro Paolo Casarin, gli arbitri devono cercarsi un lavoro vero, per essere liberi. Anche ai miei tempi c'era rivalità, ma era sana. Oggi non più. C'è troppa politica, troppi inciuci».
Un'annata oltremodo negativa per i fischietti italiani: «Questo è stato il peggiore anno di sempre, per la categoria. Troppi errori evitabili. La Var è cambiata in peggio: era nata bene, per aiutare, ora ci sono troppe interpretazioni, che cambiano ogni anno. Questo manda in tilt. La Var a chiamata può essere un aiuto. Ma non risolve tutti i problemi, che come vedete sono molto più ampi».





