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SERIE A

«Sotto tutti i profili siamo inferiori»

Alessandro Del Piero ha detto la sua sulla crisi che sta attraversando il pallone nella vicina Penisola
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«Sotto tutti i profili siamo inferiori»
Alessandro Del Piero ha detto la sua sulla crisi che sta attraversando il pallone nella vicina Penisola
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ROMA - La doppia netta sconfitta patita dall'Atalanta in Champions League contro il Bayern Monaco ha acceso un altro campanello d'allarme sul calcio italiano. Calcio italiano che, giovedì prossimo, sfiderà l'Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff validi per un posto al Mondiale. Nessuno nella vicina Penisola vuole pensare di mancare la Coppa del Mondo per la terza volta di fila...

Approfittando delle due scoppole rimediate dalla Dea in Champions League, Alessandro Del Piero ha dato la sua analisi sul calcio italiano. «È tutto più lento. La trasmissione della palla da una parte all'altra, la velocità che c'è non è solo una questione di tecnica. Io prendo la palla e la muovo velocemente. Conta la tecnica, ma anche la testa. Sotto tutti i profili siamo inferiori. Siamo inferiori nel motore, nel talento. È inutile girarci attorno, è la realtà dei fatti. C'è anche la tattica e la tecnica di mezzo. Io posso anche fare un passaggio sul posto, come spesso vediamo in fase difensiva con i tre centrali, oppure posso fare dei controlli orientati, che oggi in Serie A forse fanno in tre persone».

Secondo l'ex bomber della Juventus c'è anche un problema di preparazione atletica. «Il problema nostro è che ci stanchiamo. Siamo sempre noi stanchi, sempre in Italia sempre stanchi. Io ho sentito pochi allenatori fuori lamentarsi delle partite o dire che sono stanchi. Ti attrezzi. Stiamo parlando di squadre: ti devi attrezzare di conseguenza. Oggi è un calcio diverso: hai più giocatori, hai più sostituzioni, hai più soldi da investire nella preparazione fisica, nel recupero, eccetera. Quindi c’è più di tutto. Non basta parlare di queste cose. Serve professionalità nel cercare di migliorare i ragazzi, perché i margini ci sono. E ci sono, perché se gli altri lo fanno e noi pensiamo di essere i più bravi, poi però prendiamo sette gol, come è successo, allora qualcosa non va. Il Barcellona gioca sempre con gli stessi giocatori. Poi uno si fa male, lo mette fuori e ne mettono un altro».

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