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Si attendeva lo Zurigo, si è visto (quasi solo) il Lugano

Non vince ma convince. Il Lugano arriva alla sosta con il vento in poppa
Si attendeva lo Zurigo, si è visto (quasi solo) il Lugano
keystone-sda.ch (ENNIO LEANZA)
Si attendeva lo Zurigo, si è visto (quasi solo) il Lugano
Non vince ma convince. Il Lugano arriva alla sosta con il vento in poppa
Mister Croci-Torti può ritenersi soddisfatto
CALCIO: Risultati e classifiche
LUGANO - Ha fatto solo due turni preliminari d’Europa - e niente esordio continentale nella settimana appena conclusa - e giocava in casa. Per questo ci si aspettava che lo Zurigo potesse alzare la voce (o almeno provare a farlo) contro il Lugano. ...

LUGANO - Ha fatto solo due turni preliminari d’Europa - e niente esordio continentale nella settimana appena conclusa - e giocava in casa. Per questo ci si aspettava che lo Zurigo potesse alzare la voce (o almeno provare a farlo) contro il Lugano. Per questo si pensava che i biancoblù potessero tentare di sgambettare i bianconeri per staccarli in classifica. 

La partita del Letzigrund ha però detto altro. Ha detto che a cercare con più insistenza la vittoria sono stati i ticinesi. Che sono partiti a tutta, quasi stessero continuando il match contro i finlandesi dell’HJK Helsinki, hanno graffiato e sono passati in vantaggio. Hanno poi, un po’ a sorpresa, incassato il pari, ma non per questo si sono dati per vinti: pur senza dominarli, nella ripresa hanno infatti più volte spaventato gli avversari, arrivando al triplice fischio con un pizzico di amaro in bocca.

L’amarezza non è tuttavia durata troppo. Insieme con l’adrenalina, se n’è andata lasciando loro grande soddisfazione. A parte l’ottima prestazione, non scontata e importantissima, i sottocenerini sono infatti riusciti a “far tornare” numeri importanti. Sono rimasti imbattuti in trasferta e lo hanno fatto contro una grande del campionato. E questo ha permesso loro di mantenere la vetta. E permetterà loro di lavorare con estrema serenità nelle prossime due settimane, quelle che li porteranno a un nuovo, complicatissimo, tour de force. 

Perché vanno bene i sorrisi, ma a Lugano non possono permettersi di fermarsi. È vero che ci sono i risultati, che le scelte di Croci-Torti stanno pagando e che quasi tutti, quando chiamati in causa, sono fin qui riusciti a dare il loro contributo. Però siamo solo a ottobre e in una lunghissima stagione da tre competizioni il vento può cambiare velocemente: il tempo per autocompiacersi semplicemente non c’è.

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