Quarto e ai quarti, Lugano in ferie con il sorriso

Croci-Torti e Lugano, ride bene chi ride ultimo
Ancora regolato il Winterthur, il Lugano ha chiuso il 2022 in crescendo
Croci-Torti e Lugano, ride bene chi ride ultimo
Ancora regolato il Winterthur, il Lugano ha chiuso il 2022 in crescendo
LUGANO - Quarto posto in Super League e qualificazione ai quarti di finale in Coppa Svizzera: la prima parte di stagione del Lugano non si può non definire positiva.
Non si può non definire, tenendo conto del fardello dell’Europa Conference League e della partenza con il freno a mano tirato (un successo e tre sconfitte nelle prime quattro giornate di campionato), in crescendo.
Il club bianconero - dirigenti, staff tecnico e giocatori, tutti insieme - ha avuto la colpa di commettere degli errori tra luglio e l’inizio di agosto. Ha però anche avuto il merito di riconoscerli e imparare delle lezioni da essi. I dirigenti hanno continuato a fare mercato e hanno mantenuto la calma quando, senza punti né prestazioni, la squadra ha sbandato. Croci-Torti e i suoi assistenti hanno operato scelte coraggiose a livello di formazione e, nonostante le difficoltà, hanno sempre saputo tenere alto il morale del gruppo. I calciatori, infine, hanno “semplicemente” continuato a tenere il piede pigiato sull’acceleratore non facendosi distrarre da voci e numeri negativi. La buriana è così passata e, anche con un pizzico di fortuna (vedi i successi colti tra agosto e settembre rispettivamente a Basilea e Zurigo e i non impossibili sorteggi di coppa), il sole è tornato a splendere alto.
Il Lugano, questo Lugano, è ancora perfettibile, è certo. Ha però dimostrato di possedere, tra le tante, l’unica qualità indispensabile quando i test arrivano con cadenza (almeno) settimanale: il carattere. È aggrappandosi a quello che si è guadagnato due mesi abbondanti di lavoro senza pressione - fino alla sfida di Sion del 22 gennaio - e la possibilità di vivere un 2023 da protagonista. Ora della ripresa, poi, con un mercato di mezzo, molto potrà cambiare. Speranze e ambizioni, una volta preso atto dei nuovi valori che tutte le squadre potranno mettere in campo, andranno riviste. E anche le certezze: non era la pausa il periodo in cui il mister e la dirigenza si sarebbero dovuti sedere al tavolo per parlare del rinnovo?










