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ZURIGO«Questo ruolo mi rende orgoglioso, so quanto sia importante dare una chance alle persone»

28.09.22 - 11:00
Gelson Fernandes: «Nessuno è eterno: l'obiettivo è lasciare un'eredità per il futuro del calcio africano».
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«Questo ruolo mi rende orgoglioso, so quanto sia importante dare una chance alle persone»
Gelson Fernandes: «Nessuno è eterno: l'obiettivo è lasciare un'eredità per il futuro del calcio africano».
L'ex Nazionale, eroe della sfida vinta con la Spagna nel 2010, lavora per la FIFA a stretto contatto con le 54 federazioni africane: «Il potenziale di certo non manca, ma attenzione: non è tutto. Svizzera? Fiero della Nati. L’altro giorno mi hanno scritto in tanti…».
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ZURIGO - Dall’Europa all’Africa come prezioso “trait d’union”, dalla Sierra Leone al Lagos - in Nigeria - passando per Parigi e Zurigo tra un meeting e l’altro. È la nuova intensa vita di Gelson Fernandes, che dal 1. agosto ha assunto un importante incarico presso la FIFA, dove è stato nominato Director Member Associations Africa. «Nel concreto lavoro a stretto contatto con le 54 federazioni africane, accompagnandole in compiti di coordinazione e sviluppo tecnico-amministrativo, cercando di ottenere il massimo dalle potenzialità a disposizione», ci spiega l’ex Nazionale rossocrociato, nato a Capo Verde nel 1986.

Esemplare nella sua carriera da calciatore, il 36enne ha maturato negli anni molta esperienza, guadagnandosi il rispetto e la stima dei vertici FIFA (e non solo). Serviva una figura carismatica e in Gelson è stato identificato l’uomo giusto.
«È un compito che mi rende fiero e orgoglioso. Non nego però di sentirne anche il carico: so di avere delle responsabilità importanti», aggiunge. «Ho subito accettato con entusiasmo e passione perché lo vedo come un modo per restituire qualcosa all'Africa. La mia è stata una bella storia, diciamo anche romantica. Nella vita ho avuto delle possibilità che non capitano a tutti. Proprio per questo so quanto sia importante dare alle persone una chance, per crescere come ragazzi, uomini e giocatori. In Africa di certo il potenziale non manca, però attenzione: non è tutto. È piuttosto un punto di partenza da cui partire per affinare i talenti».

Quali sono i vostri primi obiettivi?
«Personalmente ho un’idea chiara. Il primo obiettivo è quello di lasciare un’eredità per il futuro del calcio africano. Nessuno è eterno e, proprio per questo, bisogna lasciare qualcosa di concreto alle prossime generazioni».

Se da qualche mese ha aperto un nuovo brillante capitolo della sua vita, da calciatore l’ex centrocampista resterà per sempre nella memoria dei tifosi della Nati per il celebre gol alla Spagna ai Mondiali 2010. Proprio contro la Roja, pochi giorni or sono, la Svizzera ha ottenuto una seconda storica vittoria…
«Oltretutto la prima di sempre in Spagna: sono fiero dei ragazzi. Da anni stanno raccogliendo i frutti di un grande lavoro a livello di Federazione e non a caso andranno anche in Qatar, dove ci vedremo. Non ho potuto seguire Live la partita di Saragozza, ma ho capito subito quel che era successo perché ho ricevuto tanti messaggi anche dai miei ex compagni…. (ride, ndr)».

COMMENTI
 
sergejville 2 mesi fa su tio
Bravissimo!!!!
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