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L’OSPITE - ARNO ROSSINISognando il colpo: Lugano con coraggio contro lo Young Boys

27.10.21 - 08:00
Arno Rossini: «Lo Young Boys? Io sono positivo. Questo Lugano, quello di Croci-Torti, mi sta piacendo molto»
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Sognando il colpo: Lugano con coraggio contro lo Young Boys
Arno Rossini: «Lo Young Boys? Io sono positivo. Questo Lugano, quello di Croci-Torti, mi sta piacendo molto»
«Questo Lugano è molto più offensivo di quello, per esempio, al quale ci aveva abituati Jacobacci. Contro lo Young Boys si giocherà un jolly».

LUGANO - Negli ultimi venti scontri diretti, spalmati in cinque anni, lo Young Boys ha vinto tredici volte. Ci sono poi stati quattro pareggi e tre vittorie del Lugano. Dovrebbero bastare questi dati per far capire quanto difficile sarà l'impegno che i bianconeri dovranno affrontare questa sera, negli ottavi di finale di Coppa Svizzera.

I gialloneri stanno lottando per conquistare un nuovo titolo in campionato e sono impegnati in Champions League; si può pensare che in qualche modo finiranno con il farsi sorprendere dai ticinesi? Sembra molto difficile.

«Io invece sono positivo - ci ha raccontato Arno Rossini - questo Lugano, quello di Croci-Torti, mi sta piacendo molto: ha più di una possibilità di passare il turno».

Ha perso le ultime due partite…
«È vero, ma in che modo? A Zurigo ha concesso pochissimo ed è stato punito a causa di una distrazione. A Basilea, invece, è caduto 2-0 eppure ha creato molto. In questa squadra io vedo tanto coraggio, quello che sta trasmettendo l’allenatore. Di sicuro questo Lugano è molto più offensivo di quello, per esempio, al quale ci aveva abituati Jacobacci. Mattia sta facendo davvero un grande lavoro: è attento, pratico, anche modesto. Ed è di certo molto stimato dai calciatori, che apprezzano sempre un atteggiamento propositivo, apprezzano l’avere sempre la possibilità di giocarsi le proprie carte. Gli ultimi rovesci, ne sono sicuro, non hanno cambiato le sensazioni che si vivono nello spogliatoio». 

Tanto coraggio è figlio di un “obbligo”. Per meritarsi la conferma, Croci-Torti ha poche alternative: deve convincere prima ancora che vincere.
«Assolutamente. E puoi convincere solo se ai risultati unisci un gioco piacevole e redditizio. Nelle prime uscite da allenatore Mattia ha proposto spunti positivi e tante idee, figlie di un grande studio. Nello sport, nel calcio soprattutto, alla fine contano i risultati; sono però convinto che, se gli si darà il tempo di lavorare, se gli si darà il tempo di far giocare la squadra come vuole, Croci-Torti potrà crearsi una bella carriera a Cornaredo. Potrebbe diventare il Luca Cereda di Lugano, quello bianconero».

Che fa, per battere una big, il Luca Cereda biancoblù? Punta su agonismo, ordine, temperamento. Mattia, invece, cosa deve fare?
«Chiedere al suo Lugano di comportarsi... come fatto finora. Le prestazioni, infatti, non sono mancate. Partendo da una di quelle, battere lo Young Boys non sarà impossibile».

Grandi e lanciati, i gialloneri potrebbero sottovalutare l'impegno?
«No, non credo, nonostante tra campionato e Champions qualche fatica l’abbiano accumulata. Penso piuttosto che, al massimo, inconsciamente potrebbe esserci un piccolo rilassamento. La partita, in ogni caso, sarà preparata bene». 

Chi ha più da perdere?
«Lo Young Boys, senza dubbio. Quella bernese è una grande squadra, che ha la possibilità di vincere tutto in Svizzera. Il Lugano, invece, è al momento “solo” in fase di crescita, di costruzione. Questa sera si giocherà quindi un jolly. E non è detto che non si riveli la carta vincente».

Un successo in coppa, in Ticino, manca dal 1993. Battere i gialloneri permetterebbe davvero ai bianconeri di sognare in grande?
«Superare i più forti consentirebbe loro di fare il pieno di autostima. Vincere non farebbe automaticamente di Sabbatini e soci i favoriti per il successo finale, perché ci sono anche altre squadre competitive in gioco; se tuttavia batti i migliori, poi non c’è più alcun avversario in grado di spaventarti».

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