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GIRO D'ITALIA

Siamo in... Giro

C'eravamo anche noi di TIO tra le migliaia di persone presenti sulle strade del Sopraceneri per la tappa che può decidere la corsa rosa. Käppeli: «Per Bellinzona è un evento incredibile».
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C'eravamo anche noi di TIO tra le migliaia di persone presenti sulle strade del Sopraceneri per la tappa che può decidere la corsa rosa. Käppeli: «Per Bellinzona è un evento incredibile».
Ferretti: «Impatto planetario, il nostro territorio verrà visto da milioni di persone».
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BELLINZONA - Orde di ciclisti si sono riversate oggi sulle strade del Sopraceneri. Non è un ritorno al Medioevo con l’assalto ai tre Castelli, ma l’arrivo del popolo del ciclismo, pronto ad accogliere la tappa regina del Giro d’Italia: la Bellinzona-Carì. Una frazione destinata a lasciare il segno e che potrebbe persino incoronare il vincitore della corsa rosa.

Con la maglia rosa sulle spalle e i favori del pronostico addosso, l'osservato speciale è ovviamente Jonas Vingegaard. Ma oggi, più che i singoli, è la corsa stessa a prendersi la scena. E anche Tio è andato in Giro, per vedere l'atmosfera che si respira nella Capitale.

Un ambiente che si è rivelato elettrico già di primo mattino. Migliaia di persone - tra cui una moltitudine di bambini di rosa vestiti - hanno infatti riempito il centro cittadino per vivere da vicino l’arrivo della carovana rosa. Caldo torrido, strade colorate, bandiere, musica, biciclette ovunque: Bellinzona si è trasformata in un gigantesco villaggio del ciclismo.

«Per la Città questo è un evento incredibile», ci racconta il vicesindaco Fabio Käppeli, incontrato nella rovente Piazza del Sole durante la presentazione delle squadre. «Bellinzona si è letteralmente trasformata. Dopo tre giorni di manifestazioni pensate per coinvolgere tutta la popolazione, oggi tocchiamo il culmine della festa. E il sole ci sta aiutando a mostrare al mondo le immagini più belle del nostro territorio».

Un entusiasmo condiviso anche da Antonio Ferretti, ex ciclista ticinese che il Giro l’ha vissuto in prima persona per ben tre volte. «Questa è una giornata storica per Bellinzona e per l’Alto Ticino», sottolinea. «Probabilmente non c’è mai stato un evento sportivo di un impatto simile sul nostro territorio. Oggi milioni di persone nel mondo vedranno le nostre strade, le nostre montagne, i nostri paesi».

Paesi e vallate che saranno protagonisti anche della corsa. Perché quella verso Carì è una tappa vera. Dura. Nervosa. Potenzialmente esplosiva. «Con questa canicola non sarà semplice per i corridori», osserva ancora Käppeli, ricordando i 113 chilometri e i 3’000 metri di dislivello che potrebbero sconvolgere la classifica generale.

«È una tappa bellissima», aggiunge Ferretti con entusiasmo. «Il circuito della Valle di Blenio si presta a diversi scenari tattici. Ci saranno imboscate, attacchi, continui cambi di ritmo. Tra Leontica, Aquila e tutti quei saliscendi sarà difficilissimo controllare la corsa. Le squadre faticheranno a organizzarsi e secondo me ne uscirà una frazione spettacolare». E poi c’è Carì. L’ultima salita. Il giudice finale. «L’arrivo è davvero duro», conclude Ferretti. «E il panorama è magnifico. Qualcuno, forse esagerando, l’ha persino paragonata all’Alp d’Huez. Ma resta una salita difficile, complicata, che obbligherà i migliori a scoprirsi. Qui chi punta alla maglia rosa dovrà uscire allo scoperto».

Il Giro, si sa, passa veloce. Ma il suo passaggio lascia sempre qualcosa. Emozioni, immagini, ricordi. E oggi Bellinzona, invasa da migliaia di appassionati arrivati da ogni parte del mondo, ha respirato davvero il profumo delle grandi occasioni.


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