Cerca e trova immobili
LUGANO

Ambizioni e vita ticinese, Bettiol si racconta

«Non penso che Nibali abbia deciso di andare in pensione per colpa mia»
EF Ticino
Ambizioni e vita ticinese, Bettiol si racconta
«Non penso che Nibali abbia deciso di andare in pensione per colpa mia»
Alberto Bettiol: «Nibali? Il mio idolo da bambino. Ma se è in forma mi batte ancora».
SPORT: Risultati e classifiche
LUGANO - Una carriera solida ma da arricchire con nuovi trofei, l’età giusta, tanta voglia di lasciare il segno: Alberto Bettiol sta lavorando duro per tornare al top. E lo sta facendo soprattutto… in Ticino. Già perch&eacu...

LUGANO - Una carriera solida ma da arricchire con nuovi trofei, l’età giusta, tanta voglia di lasciare il segno: Alberto Bettiol sta lavorando duro per tornare al top. E lo sta facendo soprattutto… in Ticino. Già perché è nel nostro cantone che il corridore italiano della EF Education-EasyPost ha deciso di vivere e prepararsi per le sfide che lo attendono. Un territorio che il 28enne ama nonostante… le asperità.

«A differenza della mia Toscana, il Ticino è pieno di salite e di strade sulle quali mi posso allenare bene - ha raccontato proprio Alberto in una chiacchierata fatta nella sede luganese della EF Soggiorni Linguistici - È da tre anni che ci vivo e continuo a scoprirne di nuove. E questo è allo stesso tempo un aspetto positivo ma anche negativo. È buono per l’allenamento ma, per esempio, quando si è fuori forma, dover fare tutti quegli strappi non è molto facile. Diciamo che il territorio offre molte opportunità. Per quanto riguarda la quotidianità, invece... Scopro Lugano e il cantone in bicicletta. Ho amici e colleghi che mi portano a vedere cose nuove e mi trovo molto bene. Abito a Paradiso e mi piace, in estate, fare due passi sul lungolago».

Negli ultimi anni hai condiviso esperienze e ore di allenamenti “ticinesi” con Nibali, che da collega è diventato un amico. Vincenzo ha recentemente annunciato il ritiro a fine stagione. A 37 anni, in una gara “secca”, ti batte ancora o è stata anche la tua crescita a spingerlo ad andare in pensione? 
«Non penso abbia deciso di andare in pensione per colpa mia - ha aggiunto ridendo Alberto - In una gara secca, dipende: se è in salita o è molto dura… se Vincenzo è in forma mi batte ancora. Ma lui è più da grandi giri, ha molta resistenza e delle doti di recupero superiori alla media. Indipendentemente dall’aspetto tecnico però, Nibali rimane il mio idolo, quello che avevo da bambino, e avere la fortuna di conoscerlo e di averlo vissuto da vicino negli ultimi anni mi rende molto orgoglioso».

Tra coronavirus e problemi vari il tuo 2022 non è ancora decollato. In inverno vedevi questa come la stagione della definitiva consacrazione o ci sono aspetti del tuo ciclismo che credi di dover ancora migliorare?
«Più che migliorare mi sono messo in testa di ritrovare le prestazioni fatte nel 2019 e l’anno scorso. In mente c’è di “ritornare”. Sto lavorando forte per riuscire a raggiungere nuovamente i livelli più alti. Non è facile ma sono sicuro di potercela fare». 

Il grande obiettivo stagionale, a questo punto, è il Tour de France o il Mondiale di Wollongong?
«Il Tour è un obiettivo, magari l’ultima settimana in qualche fuga: punto a un successo di tappa. E poi dopo la Grande Boucle comincerà quella parte di stagione che mi proietterà verso il Mondiale in Australia, che non è proprio adatto alle mie caratteristiche ma… C’è un bello strappo di un chilometro, proverò a fare bene. Lì così come in generale nelle gare di fine anno».

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE