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I RACCONTI DELLA F1

I simulatori non dormono mai: il futuro passa dal budget cap

Si possono spendere 215 milioni di dollari. Chi sgarra... paga
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I simulatori non dormono mai: il futuro passa dal budget cap
Si possono spendere 215 milioni di dollari. Chi sgarra... paga
La Formula 1 pensa già a cambiare
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LONDRA - Mentre il paddock si gode qualche giorno di apparente silenzio, nei quartier generali della Formula 1 nessuno sta davvero dormendo. I simulatori lavorano ventiquattr’ore su ventiquattro, gli ingegneri macinano dati e le scuderie guardano già al futuro. La voce che sta infiammando il circus nelle ultime ore - anche se non ancora confermata ufficialmente - parla di un possibile cambio clamoroso già dal prossimo anno: il rapporto tra parte elettrica e motore termico potrebbe passare dall’attuale 50/50% a un più “racing” 40/60%.

Una notizia che ha già acceso l’entusiasmo degli appassionati più puristi, desiderosi di riascoltare monoposto più aggressive e spettacolari. Ma dietro ogni rivoluzione tecnica, in Formula 1, c’è sempre lui: il famigerato budget cap.

Ne “I racconti della F1”, il protagonista di oggi è proprio il tetto di spesa che ha cambiato il volto della massima categoria.

Il budget cap, introdotto nel 2021 dalla Fédération Internationale de l'Automobile insieme alla Formula One Group, nasce con un obiettivo preciso: fermare la corsa sfrenata ai milioni e rendere il campionato più equilibrato. Prima della sua introduzione, i top team arrivavano a spendere oltre 400 milioni di dollari a stagione, creando distanze quasi impossibili da colmare.

Oggi il budget cap della Formula 1 ammonta a circa 215 milioni di dollari per la stagione 2026, una cifra decisamente superiore rispetto ai 145 milioni iniziali introdotti nel 2021. L’aumento è stato deciso dalla FIA principalmente per tre motivi: l’inflazione accumulata negli ultimi anni, i nuovi costi inseriti nel regolamento finanziario e soprattutto l’arrivo della nuova generazione di power unit ibride prevista proprio dal 2026.

Secondo il regolamento FIA, il tetto base resta fissato a 215 milioni con 24 Gran Premi o meno in calendario, mentre oltre questa soglia viene aggiunta una quota extra per ogni evento supplementare.

Con il nuovo regolamento, ogni squadra dispone quindi di un limite massimo di spesa annuale. Dentro quel tetto rientrano sviluppo della monoposto, aggiornamenti, simulazioni, ricerca e stipendi della maggior parte del personale tecnico. Restano invece fuori i salari dei piloti, alcuni dirigenti, il marketing e parte delle spese legate ai motori.

La FIA controlla tutto con audit rigidissimi e chi sgarra rischia grosso: multe, penalità sportive, riduzione del tempo in galleria del vento e persino perdita di punti. Lo sa bene Oracle Red Bull Racing, penalizzata nel 2022 per aver superato il limite consentito.

Eppure, proprio questo sistema ha contribuito a rendere la Formula 1 moderna più competitiva, sostenibile e affascinante. Team storicamente in difficoltà sono tornati a lottare davanti, mentre colossi come Audi e Cadillac hanno deciso di entrare nel Circus anche grazie a regole economiche più controllate.

Ora però il possibile cambio del rapporto elettrico/termico potrebbe riaprire nuovi scenari tecnici ed economici. Perché in Formula 1 nulla resta fermo. Nemmeno quando sembra tutto tranquillo.

Il prossimo GP in calendario sarà in Canada, domenica 24 maggio, nel frattempo, piedone pigiato sul gas, sempre e comunque.

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