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L'OSPITE

Aumento prezzi trasporti pubblici: agli utenti e all'ambiente chi ci pensa?

di Aris Della Fontana
Foto Ti-Press
Aumento prezzi trasporti pubblici: agli utenti e all'ambiente chi ci pensa?
di Aris Della Fontana
Gli utenti dei trasporti pubblici nazionali avevano ricevuto, lo scorso 15 dicembre, un anticipato regalo di natale che prevedeva un aumento del prezzo del "binario 7" del 30%, quello delle carte giornaliere di quasi il 9% e quello ...

Gli utenti dei trasporti pubblici nazionali avevano ricevuto, lo scorso 15 dicembre, un anticipato regalo di natale che prevedeva un aumento del prezzo del "binario 7" del 30%, quello delle carte giornaliere di quasi il 9% e quello della maggior parte degli abbonamenti generali del 3-4%! Tuttavia, questo impeto di generosità non sembra essersi spento. È infatti notizia delle ultime ore l'ulteriore aumento delle tariffe per l'anno prossimo: l'abbonamento metà prezzo per tre anni aumenta di 90 franchi (+22,5%), l'abbonamento metà prezzo con validità di un anno di dieci franchi (+6,1%), mentre, per quello generale l'incremento é di 210 franchi (+6,3%). Per le carte giornaliere lo scenario é simile: con un abbonamento metà prezzo bisognerà sborsare 71 franchi (+4,4%) per viaggiare in seconda classe; le carte valide a partire dalle 9.00 del mattino passeranno da 58 a 61 franchi in seconda classe. I biglietti di seconda classe in media saranno maggiorati del 4%.

Gli aumenti nei diversi settori configurano un inasprimento generalizzato dell'accessibilità ai trasporti pubblici nazionali maggiormente incisivo rispetto a quello dell'anno scorso. Tale incremento é motivato dalla decisione del Consiglio Federale di aumentare il costo delle tracce d'orario (200 milioni dal 2013) per raccogliere liquidità necessaria al finanziamento dei progetti per l'infrastruttura ferroviaria.
La strategia del governo appare chiara: da un lato, con periodiche misure di risparmio, riduce la disponibilità finanziaria delle FFS (ricordiamo la mancanza di 700 milioni che permetterebbero il risanamento della rete) e dall'altro scarica la maggior parte degli oneri finanziari dei futuri investimenti sugli utenti!

Il servizio pubblico deve essere un bene accessibile alla popolazione indipendentemente dalle risorse economiche dalle zone di residenza; i Cantoni alpini – come il Ticino – non devono subire ripercussioni come l'aumento dei prezzi ed il peggioramento dell’offerta, soprattutto quando tali decisioni sono legate al mantenimento dell’attuale servizio in zone urbanizzate ed al rigonfiamento dei profitti aziendali spartiti tra gli azionisti privati. Occorre ristabilire un reale controllo popolare sul trasporto pubblico in virtù dell'importanza strategica di tale settore in termini di diritto alla mobilità e – dato da mai dimenticare- in stretto legame con il contenimento dei livelli d'inquinamento e la conseguente salvaguardia dell'ambiente. Questi aumenti, in periodo di crisi economica, vanno a colpire le famiglie di reddito modesto e i giovani studenti ticinesi che si recano oltre Gottardo a studiare. Tali impennate dei prezzi intaccano inoltre la stessa coesione nazionale fra le varie regioni del paese, una volta così ben collegate dal servizio pubblico ferroviario a prezzi accessibili.

Ricordiamo infine che é pendente una petizione della Gioventù Comunista consegnata alle autorità ticinesi che rivendica trasporti pubblici gratuiti per pensionati e giovani in formazione. Chiediamo perlomeno che il Consiglio di Stato dia un segnale di buona volontà di fronte alle difficoltà economiche di tante famiglie ticinesi: sia il Cantone a coprire le differenze di prezzo degli abbonamenti FFS che interverranno con l'anno prossimo.

Aris Della Fontana,
Coordinatore Cantonale Gioventù Comunista (GC),
Movimento Giovanile del Partito Comunista (PC).
 

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