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Ristorni dei frontalieri: basta con i teatrini del Governo

Alain Bühler, Capogruppo in Gran Consiglio / Paolo Pamini, Consigliere nazionale e autore
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Ristorni dei frontalieri: basta con i teatrini del Governo
Alain Bühler, Capogruppo in Gran Consiglio / Paolo Pamini, Consigliere nazionale e autore

Il Consiglio di Stato alimenta aspettative riguardo al blocco dei ristorni, senza però presentare una strategia credibile. L’UDC Ticino chiede di portare all’ordine del giorno del Gran Consiglio l’iniziativa elaborata 507, redatta da Paolo Pamini e depositata nel 2018, che introduce una regola semplice: le deduzioni sociali per figli sono concesse solo se i figli risiedono in Svizzera.

L’IE 507 può portare circa 20 milioni di franchi all’anno di entrate aggiuntive per il Cantone.

Sul prospettato blocco dei ristorni, il Consiglio di Stato — o singoli suoi membri — hanno alimentato aspettative senza presentare finora una posizione ufficiale chiara, una strategia credibile e una via giuridicamente praticabile.

Anche sul contributo italiano alla salute il quadro merita chiarezza. Se le Regioni italiane di confine applicassero effettivamente la tassa sulla salute ai frontalieri — misura che auspichiamo — ciò avrebbe anche un effetto positivo per il mercato del lavoro ticinese. Sarebbe infatti una forma concreta di azione antidumping: se i frontalieri dovranno sostenere un costo supplementare per lavorare in Svizzera, saranno meno incentivati ad accettare salari bassi, riducendo così la concorrenza sleale nei confronti dei lavoratori residenti in Ticino.

La risposta del Consiglio federale all’interpellanza 26.3205, depositata da Lorenzo Quadri, del 21 maggio 2026, è inequivocabile: niente tagli unilaterali, niente deduzioni dai ristorni. Una conferma di quanto la Deputazione ticinese alle Camere federali aveva già segnalato: quella strada era politicamente vigorosa, ma giuridicamente fragile.

Il risultato è un pasticcio politico orchestrato dal Governo ticinese: si sono illusi i cittadini, si è creata confusione e si è trasformato un tema serio in un esercizio di comunicazione, nemmeno ben gestito.

Il Consiglio federale qualifica il contributo italiano alla salute non come un’imposta, bensì come una tassa. Una lettura che lascia più di un dubbio, ma della quale occorre prendere atto sul piano istituzionale. Proprio per questo il Ticino avrebbe bisogno di misure solide, non di diversivi orchestrati perché in mancanza di idee serie.

Invece, mentre Berna chiude la porta al blocco unilaterale dei ristorni, a livello cantonale si perde tempo con piccole polemiche, battaglie di facciata e nessuna strategia chiara.

Una soluzione concreta: l’IE 507 “Modifica dell’art. 34 della Legge tributaria - Deduzioni sociali solo per figli in Svizzera”

L’UDC Ticino chiede di portare all’ordine del giorno del Gran Consiglio, senza ulteriori rinvii, l’iniziativa elaborata 507, depositata nel 2018 dal nostro gruppo e redatta dal deputato Paolo Pamini. L’IE 507 prevede che le deduzioni sociali per figli siano concesse solo se i figli risiedono in Svizzera. Oggi è in atto una vera e propria distorsione, che l’iniziativa vuole correggere: anche chi vive all’estero può beneficiare in Ticino di deduzioni pensate per il costo della vita in Svizzera.

Secondo le stime richiamate pubblicamente al convegno SUPSI “La fiscalità del domani” del 4 maggio 2026, l’IE 507 può portare circa 20 milioni di franchi all’anno di entrate aggiuntive per il Cantone. Risorse vere, immediate e realistiche che sono ben più dei 7-9 milioni prospettati dal Consiglio di Stato nella modifica dell’ordinanza sulla perequazione finanziaria, per la quale aveva gridato allo scandalo quando il Consiglio federale – beninteso sbagliando – non aveva concesso più risorse al Ticino.

Ora la parola alla politica
Il capogruppo UDC in Gran Consiglio, Alain Bühler, porterà l’iniziativa elaborata 507 in Commissione gestione e finanze, con l’obiettivo di permettere una discussione rapida e arrivare al voto in aula nella seduta di settembre.

I cittadini si aspettano serietà. L’IE 507 è pronta da otto anni: tenerla ancora nel cassetto sarebbe l’ennesima prova che si preferiscono le polemiche facili ai fatti.

Mentre il Consiglio di Stato brancola nel buio senza una strategia, l’UDC porta soluzioni concrete, realistiche e già pronte. Soluzioni che speriamo possano essere sostenute anche dagli altri partiti, nell’interesse del Ticino.

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