I giovani vogliono futuro: diciamo Sì all’iniziativa per la sostenibilità

Nicolò Ghielmini, Presidente Giovani UDC Ticino
Nelle ultime settimane il Centro ha riportato al centro del dibattito la fuga dei giovani dal Ticino, presentando interrogazioni in oltre 40 Comuni e richiamando un’iniziativa parlamentare del 2023 rimasta senza seguito. È un bene che si accorgano della gravità del fenomeno, ma è impossibile ignorare che le loro proposte non affrontano minimamente le cause del problema.
Il deputato del Centro Claudio Isabella denuncia l’assenza di risposte del Consiglio di Stato e chiede misure per favorire il rientro dei giovani. Ma la proposta concreta avanzata dai Giovani del Centro, uno sgravio fiscale temporaneo per chi torna in Ticino, servirebbe a ben poco.
I giovani lasciano il Cantone perché il mercato del lavoro è segnato da una concorrenza salariale insostenibile, da opportunità qualificate insufficienti e da un costo della vita elevato. Un incentivo fiscale temporaneo, non compensa anni di salari più bassi e costi elevati. Servono riforme strutturali!
I nodi centrali che bisogna affrontare sono:
- la pressione migratoria sul mercato del lavoro;
- la concorrenza salariale generata dal frontalierato;
- la mancanza di condizioni quadro attrattive per imprese ad alto valore aggiunto;
- un sistema fiscale che non incentiva la creazione di posti qualificati.
È proprio su questi aspetti che interviene l’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)”.
L’ iniziativa riporterebbe sotto controllo una dinamica demografica che oggi sfugge completamente alla capacità di gestione del Paese. E soprattutto prevede che, una volta raggiunta la soglia dei 10 milioni di abitanti, il Consiglio federale debba intervenire anche sul tema della libera circolazione delle persone permettendo di affrontare anche il problema del frontalierato, che è la causa principale del dumping salariale in Ticino.
Limitare la crescita demografica significa anche ridurre la pressione sugli alloggi, contribuendo a calmierare affitti che negli ultimi anni sono aumentati proprio a causa della forte domanda abitativa. Un mercato immobiliare meno sotto pressione è essenziale per rafforzare la forza d’acquisto dei giovani e delle famiglie.
Mentre il Centro chiede al Consiglio di Stato di “non essere attendista”, sarebbe opportuno che iniziasse a non esserlo lui stesso: basta con misure tampone che non cambiano nulla. Serve finalmente coraggio!
Per fermare l’emorragia di giovani, la strada è sostenere una politica migratoria sostenibile, riequilibrare il mercato del lavoro e rafforzare le condizioni quadro del Cantone.
Per questo invitiamo tutti a sostenere l’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)”, l’unica in grado di migliorare le prospettive concrete per restare, crescere e costruire il proprio futuro nel nostro Cantone.



