Assicurazione per le cure dentarie: no a un’altra Lamal!

Alessandro Corti, deputato in Granconsiglio per Il Centro
C’è una domanda semplice da porsi prima di votare questa iniziativa: perché cambiare radicalmente un sistema che tutto sommato funziona?
In Ticino chi si trova in difficoltà non viene lasciato solo. Le persone beneficiarie dell’assistenza sociale o di prestazioni complementari ricevono già un aiuto concreto per coprire le cure dentarie indispensabili. Il Cantone investe ogni anno milioni di franchi per questo.
L’iniziativa in votazione propone un’assicurazione dentaria obbligatoria per tutti, indipendentemente dal reddito o dal reale bisogno. Ma quando si introduce un’assicurazione obbligatoria, i costi non spariscono: vengono redistribuiti sull’intera popolazione.
E sappiamo bene come funziona questo meccanismo. Basta guardare alle casse malati: nate con l’obiettivo di garantire accesso alle cure, sono diventate negli anni una delle principali preoccupazioni finanziarie per molte famiglie svizzere. Premi in costante aumento, maggior burocrazia, spese fuori controllo.
Vogliamo davvero replicare lo stesso modello nel settore dentario? Il sistema attuale, pur non perfetto, ha un grande vantaggio: responsabilizza le persone e punta sulla prevenzione.
Grazie all’igiene orale, ai controlli regolari e al servizio dentario scolastico, la salute dentale in Svizzera è tra le migliori al mondo. Introdurre una nuova assicurazione significherebbe creare un apparato costoso, finanziato con nuovi contributi salariali e spese pubbliche. Aiutare chi ha bisogno è giusto. Ma c’è differenza tra sostenere chi è in difficoltà e imporre un nuovo costo obbligatorio a tutti i cittadini.
Questa iniziativa rischia di portarci esattamente nella direzione sbagliata: più premi, più spesa, meno efficienza.



