Tassazione individuale: una violazione del federalismo

Roberta Soldati, Deputata UDC in gran consiglio
Probabilmente diversi di voi, hanno già avuto fra le mani la Costituzione federale, ma forse non tutti l’hanno letta dal primo articolo fino all’ultimo; tuttavia, il federalismo, pilastro della nostra Nazione, è noto.
Esso si concretizza nel fatto che la Confederazione deve assumere unicamente i compiti che superano la capacità dei Cantoni o che esigono un disciplinamento uniforme su tutto il territorio nazionale. Il potere in Svizzera è suddiviso in tre livelli istituzionali: Confederazione, Cantoni e Comuni, secondo il principio della sussidiarietà. Questo principio è fondamentale per la coesione nazionale, poiché promuove la diversità nell’unità.
La legge federale sull'imposizione individuale, sulla quale saremo chiamati a esprimerci il prossimo 8 marzo, impone ai Cantoni di adottare questo modello a tutte le coppie sposate anche nel diritto cantonale, al fine di eliminare la penalizzazione fiscale del matrimonio. Credo che ciò costituisca un’ingerenza ingiustificata nell’autonomia Cantonale, poiché essi, a differenza della Confederazione, hanno già apportato dei correttivi nelle rispettive legislazioni, atti a eliminare tale discriminazione.
Il fatto di voler imporre l’obbligo di imposizione individuale di tutte le persone, indipendentemente dal loro stato civile, non deriva da un compito dove i Cantoni sono particolarmente sollecitati, o perché vi siano delle problematiche di sorta, bensì da un’incapacità di Berna di risolvere un problema, tutto sommato semplice.
L’intromissione federale comporterà per i Cantoni una revisione delle rispettive legislazioni fiscali e non solo: tariffe e deduzioni dovranno essere ridefinite, i sistemi informatici e processi di tassazione dovranno essere riorganizzati in modo sostanziale e diverse voci, come ad esempio: le riduzioni dei premi, borse di studio dovranno essere ripensate. L’introduzione dell’imposizione individuale viene respinta dai Cantoni in modo deciso. Basti pensare che dal 1874 è la seconda volta che essi ricorrono al referendum cantonale (la prima nel 2003).
Fatto più unico che raro nella storia della nostra Nazione. Anche a livello Parlamentare, la proposta del Consiglio federale non ha trovato una base solida: in Consiglio nazionale l’introduzione di una nuova imposizione individuale per le coppie sposate è passata per un soffio e in Consiglio degli Stati ha avuto una maggioranza risicata: 22 voti a favore e 21 contro.
Anche la Conferenza dei Governi cantonali l’ha anche respinta, reputandola una "soluzione sproporzionata" che cela gravi ripercussioni finanziarie e amministrative. Negli ultimi decenni abbiamo assistito a una grande pressione alla centralizzazione dei compiti a livello federale e il caso concreto, ne è l’ennesima prova. Di conseguenza il prossimo 8 marzo, votiamo un deciso NO per tutelare il federalismo svizzero.



