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MATTEO MUSCHIETTI

Lotta per la supremazia dei giardini nel Mendrisiotto

Matteo Muschietti – Municipale e sentinella dell'ambiente
Foto TiPress
Fonte Matteo Muschietti
Lotta per la supremazia dei giardini nel Mendrisiotto
Matteo Muschietti – Municipale e sentinella dell'ambiente

In un mondo monopolizzato dagli eventi dell'essere umano, ci dimentichiamo spesso che noi stessi facciamo parte di un sistema più grande e che tematiche come i conflitti tra altri esseri viventi sono all'ordine del giorno come tra gli umani. Assorbiti nel nostro tran tran quotidiano, non ci curiamo più di osservare le piccole cose intorno a noi e non coltiviamo più la sensibilità nei confronti della natura che ci circonda e i nostri problemi sono gli unici ad essere importanti.

Eppure, sotto i nostri occhi e nei nostri giardini, c'è un mondo infinito di interazioni tra i viventi che sovente ignoriamo e in questo mondo infinito di interazioni non mancano di certo i conflitti. Oggi vorrei soffermarmi, dando un po' di visibilità, sui rapporti tra cornacchie e gazze ladre che hanno stuzzicato l'interesse delle recenti osservazioni del mio giardino, decisamente conflittuali.
Nel conflitto tra gazze e cornacchie, la cornacchia grigia ha solitamente la meglio grazie alla taglia superiore e alla forza del becco. Sebbene entrambe siano intelligenti e vivano in gruppi sociali, le cornacchie sono più dominanti e
tendono a scacciare le gazze dai siti di nidificazione e dalle fonti di cibo più ricche. La gazza, più agile ma piccola, vince solo sul piano delle manovre acrobatiche, riuscendo a sopravvivere ai margini del territorio delle cornacchie.
Entrambe sono onnivore e opportuniste, ma con strategie diverse:le cornacchie dominano le fonti di cibo fisse come carogne, rifiuti urbani e campi agricoli.

Usano la forza bruta per allontanare i rivali. Le gazze preferiscono "mordi e fuggi". Sono abilissime nel depredare nidi (uova e nidiacei) e nascondere scorte di
cibo (semi o insetti) per i periodi di magra. In breve: la cornacchia controlla il territorio, la gazza sfrutta ogni piccola occasione che la "cugina" più
grande si lascia sfuggire. Questo conflitto, ovviamente, ha un impatto anche su piccoli uccelli che devono fare i conti con i più grandi. Per proteggerli, si possono installare mangiatoie a prova di corvidi dotate di gabbie protettive o
reti che permettano il passaggio solo a specie come cince e passeri, che andrebbero appese lontano da rami grossi su cui le cornacchie possono appollaiarsi.

Anche la presenza di vegetazione fitta (siepi spinose o fitte come biancospino o agrifoglio) permette ai piccoli uccelli di rifugiarsi rapidamente. Anche il fatto di evitare di lasciare cibo a terra, che attira immediatamente i corvidi più grandi, è una misura per equilibrare al meglio la presenza di tutti. Ecco come, da una semplice osservazione che ha stuzzicato qualche piccola ricerca (internet usato
bene è una gran cosa), sono diventato consapevole di qualcosa che si svolge da molto tempo sotto i miei occhi e che ignoravo avesse un impatto sulla vita nel mio giardino.

Non dovremmo mai perdere la curiosità nella natura che ci circonda, cercando di capire che non siamo gli unici esseri viventi del pianeta, ma che noi stessi facciamo parte di un sistema di interazioni complesso che vive e fa da cornice al di là degli impegni lavorativi e della frenesia dell'attività umana. Proprio quest'ultima finisce con l'allontanarci troppo dal renderci conto di questa cosa, non è più una frenesia "sana" e in contatto rispettoso con la natura. La nuova sfida per l'umanità sembrerebbe proprio stare nella nostra capacità di rallentare, perché se continuiamo a correre come forsennati con i paraocchi su tutto quello che ci circonda, rischiamo di schiantarci fragorosamente contro un muro, poi ci toccherà leccarci le ferite e sperare che in qualche modo ci vada bene.

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