Coldrerio: un progresso che interroga il nostro vicinato

Matteo Muschietti, municipale e sentinella dell'ambiente
Il progetto di due nuove antenne di telefonia sopra i tetti di un quartiere densamente abitato come la zona Mercole di Coldrerio, suscita preoccupazione e apre interrogativi. In un’area densamente popolata, dove le palazzine si guardano da vicino, una simile installazione non può essere considerata un semplice aggiornamento tecnologico, ma un intervento che tocca la sensibilità di chi quegli spazi li vive ogni giorno.
Il primo timore, comprensibilmente, riguarda l’impatto elettromagnetico. Sebbene la normativa vigente ponga dei limiti, la concentrazione di due impianti in un raggio così ristretto genera un senso di incertezza sugli effetti a lungo termine per la salute, specialmente per le fasce più fragili della nostra comunità.
Senza cadere in facili allarmismi, è lecito chiedersi se non esistessero soluzioni alternative, magari più distanti dai centri abitati. Il progresso è necessario e nessuno di noi vuole rinunciare alla connettività, ma questo non dovrebbe avvenire a scapito della serenità e dell'armonia del luogo che chiamiamo casa. Da notare che in zona Mercole nidifica il rondone alpino proprio nei palazzi dove si vogliano costruire le due nuove antenne. Queste ultime, a causa dell'impatto elettromagnetico, creano confusione e perdita della memoria a questo uccello.
Gli abitanti del quartiere di Mercole hanno raccolto 154 firme e le hanno inviate al Municipio con una petizione popolare contro l'installazione delle antenne.
Coldrerio ha già dato tanta per la telefonia mobile, permettendo l'istallazione di una mega antenna in zona Fornaci, dove sono presenti tutte le compagnie telefoniche che operano in Svizzera.
Per questo motivo, personalmente sono contrario a nuove antenne in zona Mercole perché oltre ad usurpare il territorio, non danno la certezza di non creare disturbi alla popolazione, ed ai rondoni alpini uccelli che da anni sono presenti nel quartiere di Mercole.



