Circonvallazione Agno–Bioggio: basta giochicchiare.

Piero Marchesi, Consigliere nazionale UDC
La circonvallazione Agno–Bioggio è attesa da oltre trent’anni. Il progetto avrebbe dovuto entrare in cantiere già attorno al 2014. Da allora il dossier è stato ripreso, modificato, rielaborato e rinviato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nessun cantiere e un territorio che continua a sopportare traffico e disagi.
Due anni fa il direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali, ha archiviato la variante sotterranea – inizialmente promessa ai Comuni – giudicandola troppo costosa (circa 550 milioni contro i 338 della soluzione fuori terra) e ha scelto di portare avanti quest’ultima, nonostante la netta contrarietà dei Sindaci del Malcantone e di buona parte del territorio.
Nel frattempo avevo incontrato il Consigliere federale Albert Rösti, che mi aveva indicato a mia sorpresa la disponibilità di principio della Confederazione a valutare un finanziamento nell’ambito di un Programma d’agglomerato.
Ho riferito personalmente questa informazione a Zali. La risposta è stata lapidaria: “a Berna soldi non ce ne sono”. Senza verifiche formali, senza interpellare Rösti, senza presentare il progetto agli uffici federali. Una chiusura preventiva che ha di fatto bloccato ogni approfondimento.
Eppure i Programmi d’agglomerato prevedono un cofinanziamento tra il 25% e il 50%. Nel caso concreto significa da 137 a 275 milioni di franchi: non noccioline, ma una leva determinante per rendere sostenibile anche una soluzione più ambiziosa.
Nell’agosto 2025 il Consiglio federale, rispondendo a una mia interpellanza, ha confermato nero su bianco la disponibilità a valutare il finanziamento, purché il progetto rientri in un piano d’agglomerato. Nonostante ciò, sono stato accusato pubblicamente dal direttore del DT di “raccontare balle” e di fare propaganda elettorale.
Il 10 febbraio scorso, il Consiglio di Stato – per voce del Presidente Norman Gobbi e dello stesso Zali – ha comunicato ai media che a Berna “il paradigma è cambiato” e che vi è apertura al finanziamento della circonvallazione.
Alla buon’ora! Era già scritto mesi prima.
Non mi interessa avere ragione. Mi interessa che non si perda altro tempo. Nel frattempo è sfumata l’occasione del PAL5 e ora si dovrà attendere il PAL6, con ulteriori 3–4 anni di ritardo per una regione che aspetta da decenni.
Il Malcantone ha già pagato abbastanza in termini di attese e promesse. Ora basta giochicchiare. Servono serietà, coinvolgimento dei Comuni e un progetto credibile da portare a Berna.



