Cerca e trova immobili
RAOUL GHISLETTA

Anziani, consumatori, lavoratori e città dicono NO

Raoul Ghisletta, municipale La Sinistra Lugano
Ti-Press
Fonte red
Anziani, consumatori, lavoratori e città dicono NO
Raoul Ghisletta, municipale La Sinistra Lugano

LUGANO - Perché anziani, consumatori, lavoratori e città sono uniti per il NO all’iniziativa popolare “200 fr bastano”? È interessante analizzare le ragioni di questo ampio fronte.

Le radio e le televisioni pubbliche danno un contributo decisivo al mantenimento di legami con la realtà locale, al dialogo intergenerazionale e al coinvolgimento sociale. Questo vale anche per le persone anziane, una parte delle quali peraltro dispone di conoscenze digitali limitate. Lo afferma in una recente presa di posizione l’associazione nazionale Pro Senectute, attiva anche in Ticino con i suoi centri diurni, servizi e consulenze per gli anziani. “Un pesante taglio del budget della SSR rappresenterebbe un colpo mortale per programmi locali e format, che creano unione nei campi della cultura, dell’istruzione e della salute. Ma anche i giovani hanno bisogno di questa offerta, soprattutto oggi, in tempi di fake news e disinformazione” - ha spiegato la presidente di Pro Senectute Svizzera, Eveline Widmer-Schlumpf.

L’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana invita dal canto suo a non perdere la testa. “L’iniziativa “200 franchi bastano” è l’ennesimo sconto ingannevole: promette 100 franchi di risparmio all’anno, ma nasconde quanto andremmo a perdere, soprattutto nella Svizzera italiana, e quanto ci costerebbe poi rimpiazzare l’offerta del servizio pubblico.” Oltre a perdere un sostegno all’informazione democratica e non pilotata da interessi commerciali, il consumatore pagherebbe in un altro modo i servizi documentati oggi offerti dalla SSR in cambio di un canone che costa meno di un caffè al bar al giorno.

L’Unione sindacale svizzera, promotrice della tredicesima AVS (che entrerà in vigore a fine 2026), si oppone pure all’iniziativa “200 fr bastano”, perché porterebbe molto rapidamente alla soppressione di 2’450 posti di lavoro a tempo pieno all'interno della SSR, cui si aggiungerebbe i posti dei fornitori e subappaltatori: pertanto sparirebbero 6’300 posti di lavoro in Svizzera, di cui oltre un migliaio in Ticino. Inoltre secondo il sindacato “un sistema mediatico pubblico e indipendente è essenziale per garantire l'espressione dei diritti sindacali e per mantenere un dibattito pubblico non dominato dai datori di lavoro. Va inoltre sottolineato il pericolo di una dipendenza totale dai giganti tecnologici cinesi e americani.

Questi NO raggiungono la chiara presa di posizione dell’Unione delle città svizzere, che raggruppa ben 135 città e agglomerati. L’Unione sostiene i media regionali, indipendenti e di qualità, e questo nell’intento di garantire il corretto funzionamento del sistema democratico. Infatti è attraverso l'informazione diffusa dai media che la popolazione si informa, si forma un'opinione e può partecipare pienamente alla democrazia diretta. In un contesto difficile per i media tradizionali, che purtroppo dal 2003 ad oggi ha visto la scomparsa di ben 70 testate giornalistiche in Svizzera, le città sostengono un panorama mediatico forte. Affossare la SSR, dimezzandone il budget, andrebbe a peggiorare drasticamente le cose, mentre occorre invece pensare a dei sostegni federali mirati per il giornalismo di qualità.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE