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Trump può bloccarci l'accesso a Visa e Mastercard

Allarme in Europa: la sovranità sui pagamenti è a rischio, cresce il dibattito su un’alternativa ai colossi USA. La questione interessa anche la Svizzera
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Trump può bloccarci l'accesso a Visa e Mastercard
Allarme in Europa: la sovranità sui pagamenti è a rischio, cresce il dibattito su un’alternativa ai colossi USA. La questione interessa anche la Svizzera

BERNA - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sembra aver accantonato i suoi piani di acquisizione della Groenlandia dopo un colloquio con il segretario generale della NATO Mark Rutte. Tuttavia, le minacce di introdurre dazi doganali legati a questa vicenda hanno riacceso in Europa un dibattito ben più ampio, che riguarda la dipendenza strategica dagli Stati Uniti, in particolare nel settore dei pagamenti elettronici.

La questione dei pagamenti elettronici - Mercoledì, durante un intervento al Parlamento europeo, Aurore Lalucq, presidente della commissione per i problemi economici e monetari, ha lanciato un appello chiaro: l’Unione Europea deve dotarsi di un’alternativa propria ai colossi statunitensi Visa e Mastercard. «Trump può bloccarci l’accesso», ha avvertito, sottolineando come l’Europa abbia urgente bisogno di un sistema di pagamento autonomo.

Lo scenario estremo - Oggi la stragrande maggioranza delle carte di pagamento, anche in Svizzera, è emessa da Visa o Mastercard. Secondo Lalucq, in uno scenario estremo la Casa Bianca potrebbe costringere queste aziende a disattivare le carte in Europa da un giorno all’altro. Le conseguenze sarebbero immediate: milioni di cittadini non potrebbero più utilizzare il mezzo di pagamento più diffuso e sui terminali comparirebbe soltanto la scritta “carta rifiutata”.

I precedenti - Una preoccupazione condivisa dal professor Andreas Dietrich, esperto di banking all’Università di Lucerna. Interpellato da 20 Minuten, Dietrich richiama alla memoria un episodio recente: nel 2024 Microsoft bloccò l’account e-mail del procuratore capo della Corte Penale Internazionale, Nicolas Guillou, dopo che questi aveva emesso mandati di arresto contro esponenti del governo israeliano. La decisione, interpretata come una sanzione statunitense, fu vista da molti come un campanello d’allarme per la sovranità digitale europea. Non a caso, in seguito la Corte dell’Aia annunciò il passaggio a una soluzione software tedesca.

La dipendenza dagli USA - Secondo Dietrich, la maggior parte dei Paesi europei non dispone di un proprio sistema di pagamento con carta ed è quindi fortemente dipendente dai fornitori statunitensi. Un'eventuale esclusione avrebbe effetti devastanti. La Svizzera, grazie a soluzioni come Twint, PostFinance e Six, è relativamente ben posizionata, ma anche qui manca un sistema unitario di pagamento con carta.

Gli obiettivi - In questo contesto si inserisce il progetto dell’Euro Digitale, su cui l’Unione Europea sta lavorando. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e creare un’infrastruttura di pagamento europea che affianchi i sistemi esistenti. Perché, come sottolinea Dietrich, la sovranità digitale passa anche dal controllo dei pagamenti.

Il caso "Russia" - Se in tempi di pace la questione può sembrare astratta, le crisi internazionali dimostrano il contrario. L’esclusione di diverse banche russe dal sistema SWIFT ha mostrato come i pagamenti siano diventati uno strumento geopolitico. Ma anche al di là delle emergenze, una soluzione europea avrebbe senso: Visa e Mastercard offrono servizi efficienti, ma generano profitti enormi. In passato esisteva una carta di credito europea, Eurocard, fondata da banche del continente sessant’anni fa. Fu poi assorbita da Mastercard, segnando l’inizio di una dipendenza che oggi l’Europa tenta, forse tardivamente, di ridiscutere.



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