Scimmie uccise allo Zoo di Zurigo, la Peta denuncia il direttore

Sconcerto e proteste dopo l’abbattimento di dieci babbuini gelada. Le associazioni animaliste puntano il dito e parlano di «pratica arbitraria e consolidata». La direzione si difende.
Sconcerto e proteste dopo l’abbattimento di dieci babbuini gelada. Le associazioni animaliste puntano il dito e parlano di «pratica arbitraria e consolidata». La direzione si difende.
ZURIGO - La decisione dello Zoo di Zurigo di abbattere dieci babbuini gelada nonostante fossero in perfetta salute ha generato un certo sconcerto tra le organizzazioni per la tutela degli animali.
L’organizzazione animalista Peta Germania ha annunciato oggi, tramite un comunicato, l’intenzione di presentare una denuncia penale contro il direttore dello zoo Severin Dressen.
La direzione dello zoo ha parlato di una misura di «gestione della specie» necessaria per stabilizzare il clan, diventato troppo numeroso. Secondo Dressen, nonostante l'impegno profuso, non è stato possibile trovare strutture disponibili in altri zoo europei. Da qui la misura imposta dalle dinamiche del gruppo, composto da 48 animali e che stava diventando sempre più instabile.
Le critiche - Peta accusa lo zoo di aver ucciso animali sani «per pura arbitrarietà», solo perché non c’era più spazio per loro. Per l’organizzazione si tratta di una pratica inaccettabile: non si dovrebbero «produrre» animali per poi smaltirli come rifiuti. Peta chiede quindi un divieto rigoroso di riproduzione per fermare la nascita dei cosiddetti «animali in eccesso».
Sulla stessa linea si è espressa anche l’organizzazione per la tutela delle specie Pro Wildlife. L’associazione ha criticato il fatto che l’uccisione di animali nello zoo di Zurigo sia diventata una «pratica consolidata». Secondo Pro Wildlife, si tratta di un fallimento sistemico nella pianificazione degli zoo. Dal punto di vista della moderna conservazione delle specie, non è accettabile che gli animali vengano uccisi perché il sistema è sovraccarico.
Come lo zoo aveva già comunicato lunedì, la contraccezione fa parte della gestione delle specie. Tuttavia, impedire permanentemente la riproduzione tramite castrazione o contraccezione ormonale non rappresenta una soluzione unica, poiché l’allevamento dei piccoli per i gelada, animali altamente sociali, costituisce un «bisogno fondamentale». Sopprimere questo processo naturale significherebbe privare gli animali di una parte essenziale delle loro attività tipiche e del loro comportamento sociale.




