Jacques Moretti può uscire dal carcere

Il gerente del Constellation di Crans-Montana è stato rilasciato su cauzione: un amico stretto ha versato i 200mila franchi richiesti.
CRANS-MONTANA - Jacques Moretti può uscire di prigione. Il Tribunale delle misure coercitive (TMC) ha annunciato oggi la revoca della detenzione preventiva del proprietario del bar di Crans-Montana (VS) in cui la notte di Capodanno sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite.
Moretti ha infatti versato i 200mila franchi di cauzione fissati per il suo rilascio.
Le misure sostitutive - In sostituzione della detenzione provvisoria, il TMC ha ordinato le seguenti misure sostitutive, volte a contrastare il rischio di fuga: divieto di lasciare il territorio elvetico, obbligo di depositare tutti i documenti d’identità e di soggiorno presso il Ministero pubblico, obbligo di presentarsi quotidianamente presso un posto di polizia e obbligo di versare delle cauzioni.
200mila franchi versati oggi - Per quanto riguarda le cauzioni, esse sono state versate in data odierna sul conto del Ministero pubblico. Il Tribunale delle misure coercitive le ha infine fissate a 200'000 franchi, importo proposto dal Ministero pubblico e che il tribunale ha ritenuto «adeguato e dissuasivo».
«Importo versato da uno dei suoi amici più stretti» - Il TMC «è giunto a tale conclusione dopo una nuova valutazione del rischio di fuga e dopo l’esame dell’origine dei fondi e della natura delle relazioni intrattenute tra l’imputato e la persona che ha versato tale importo, uno dei suoi amici più stretti».
«La detenzione preventiva è l'ultima ratio» - Il Tribunale delle misure coercitive ricorda infine «che ogni imputato è presunto innocente fino al passaggio in giudicato di una sentenza di condanna. Il principio cardine della procedura penale svizzera è pertanto che l’imputato rimanga in libertà fino al giudizio, potendo la detenzione preventiva essere ordinata solo in casi eccezionali, quale ultima ratio, per garantire il corretto svolgimento dell’istruttoria. Pertanto, qualora misure meno coercitive rispetto alla detenzione provvisoria consentano di raggiungere lo stesso risultato, tali misure (dette sostitutive) devono obbligatoriamente essere ordinate in luogo della detenzione. Si insiste infine sul fatto che la detenzione provvisoria subita fino ad oggi dall’imputato non aveva lo scopo di punirlo anticipatamente».



