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VALLESE

Le vittime del rogo: «Bisogna indagare anche sui funzionari comunali»

La richiesta arriva dai legali che stanno tutelando le famiglie coinvolte nel drammatico incendio. Chiedono di sottoporre a interrogatorio anche i funzionari comunali di Crans Montana.
AFP
Le vittime del rogo: «Bisogna indagare anche sui funzionari comunali»
La richiesta arriva dai legali che stanno tutelando le famiglie coinvolte nel drammatico incendio. Chiedono di sottoporre a interrogatorio anche i funzionari comunali di Crans Montana.

CRANS-MONTANA - Non solo i coniugi Moretti hanno le loro responsabilità nel drammatico rogo di Capodanno a Le Constellation. Anche l'intero Comune dovrebbe essere indagato. Le vittime e i loro legali chiedono infatti che l’inchiesta prenda in considerazione anche le responsabilità delle autorità comunali e, più in generale, degli enti pubblici coinvolti nei controlli.

A farsi portavoce di questa richiesta è Laurence Casays, avvocata a Sion, che rappresenta un giovane gravemente ustionato durante l’incendio. Il ragazzo è ricoverato da settimane al Centro ospedaliero universitario di Losanna: ha riportato ustioni alle mani e al volto e le operazioni di trapianto cutaneo risultano particolarmente complesse. «Al momento non è stabile», ha spiegato Casays alla NZZ, sottolineando come il paziente viva nell’angoscia che il suo volto possa restare sfigurato per sempre.

Nonostante le condizioni drammatiche, il giovane e sua madre hanno voluto lanciare un messaggio chiaro all’opinione pubblica: «Desiderano che le cause dell’incidente e le responsabilità vengano chiarite in modo rapido e completo».

In sostanza chiede che oltre ai coniugi Moretti, proprietari del locale, «dovranno essere sentite anche altre persone», dato che hanno le loro responsabilità. L'avvocata ricorda infatti che il Comune di Crans-Montana ha ammesso di aver effettuato l’ultimo controllo antincendio nel 2019, nonostante l’obbligo di verifiche annuali.

Eppure, a tre settimane dalla catastrofe, non risultano interrogatori di rappresentanti comunali. Diversi avvocati hanno sollecitato formalmente la Procura vallesana a colmare questa lacuna. In una lettera del 12 gennaio, l’avvocata Nina Fournier ha chiesto chiarimenti sullo stato di eventuali procedimenti penali contro «responsabili o rappresentanti del Comune», ricordando che lo stesso sindaco ha pubblicamente riconosciuto la mancanza di controlli.

In una denuncia, la madre di un’altra vittima parla di una responsabilità penale che appare «schiacciante», non solo per i gestori del bar ma «probabilmente anche per i responsabili delle carenti ispezioni».

Una richiesta in tal senso arriva anche dall’avvocato ticinese Mattia Tonella, il quale in una lettera del 13 gennaio ha chiesto di indagare «tutti i funzionari del Comune di Crans-Montana», quelli dell’ex-Comune di Chermignon e anche i funzionari cantonali che, attivamente o passivamente, avrebbero avuto un ruolo nel rilascio delle autorizzazioni e nei controlli antincendio.

Intanto, Jacques e Jessica Moretti sono stati interrogati martedì e mercoledì per la terza volta. Poco e nulla si sa di cosa sia stato detto durante gli interrogatori. «Jacques Moretti non si è sottratto alle domande, le ha affrontate tutte», ha dichiarato l’avvocato José Coret, che rappresenta diverse vittime. «Non dobbiamo credergli sulla parola, ma nemmeno partire dal presupposto che menta».


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