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«Non mandate i vostri figli a schiantarsi»

Incidenti gravi su due ruote raddoppiati dopo un importante cambio di legge. L'appello dell'esperto Amodio De Respinis: «Dove non arrivano le regole, arrivi la famiglia».
Amodio De Respinis
«Non mandate i vostri figli a schiantarsi»
Incidenti gravi su due ruote raddoppiati dopo un importante cambio di legge. L'appello dell'esperto Amodio De Respinis: «Dove non arrivano le regole, arrivi la famiglia».

BELLINZONA - «Troppa leggerezza. I genitori vanno sensibilizzati prima che permettano ai ragazzi di circolare con certi mezzi sulla strada». L'appello arriva da Amodio De Respinis, uno dei "guru" per quanto riguarda la scuola guida delle moto nella Svizzera italiana. Ed è una reazione alla netta impennata di incidenti tra i giovani che beneficiano delle opportunità offerte dalla nuova legge.

Il monito – Una legge che permette loro di accedere a determinate categorie di veicoli a due ruote in anticipo rispetto al passato. «Non mandate i vostri figli a schiantarsi», dice lo specialista.

Il cambio di rotta – L'anno zero in questo caso è stato il 2021. Da allora in Svizzera ai 15enni è stato consentito guidare moto leggere e scooter fino a una velocità di 45 chilometri orari. Allo stesso tempo ai sedicenni moto da 125 cc (centimetri cubici). Il risultato, stando all'Ufficio prevenzione infortuni, è stato piuttosto deleterio.

Dati che preoccupano – In particolare questa modifica, voluta per allinearsi a determinati Paesi dell'Unione Europea, avrebbe portato a una crescita degli incidenti gravi tra i conducenti più giovani. Dal 2021, in tutto il Paese, sono stati in media 135 all'anno i ragazzi tra i 15 e i 17 anni rimasti gravemente feriti in incidenti motociclistici. Quattro sono addirittura morti. Nel triennio prima dell'introduzione della modifica di legge la media annuale era di 51 adolescenti rimasti gravemente feriti in moto e un decesso.

Complessità e potenza non considerate – «Sicuramente – evidenzia De Respinis – i giovani si trovano a guidare delle moto più potenti con meno esperienza stradale alle spalle. Trovo che la formazione come è concepita attualmente non vada bene. È standardizzata. Sia per un quindicenne con veicolo limitato a 45 chilometri orari, sia per un sedicenne che guida una moto da 125 cc che supera gli 80 chilometri orari, sia per gli allievi della categoria A... Si è passati da 8 a 12 ore di formazione obbligatoria. E nulla di più. Eppure salendo di categoria, aumentano prestazioni e complessità del mezzo».

«Paradossale» – Una formazione non sufficientemente mirata, secondo l'esperto. In cui scooter e moto sarebbero trattati alla stessa maniera. Ma non è tutto: «L'allievo conducente può circolare su strada prima di ricevere la formazione di base. Paradossale. Non c'è ancora la mentalità da motociclista a quel punto. Guidare nel traffico senza mai avere ricevuto istruzioni pratiche è complicato. Molti incidenti sono avvenuti in questa fase».

L'importanza di affidarsi a un professionista – De Respinis torna poi a parlare dei genitori. «Hanno un ruolo centrale. Per leggerezza o mancanza di informazioni acquistano ai figli sedicenni veicoli in grado di superare gli 80 chilometri orari. Permettendo loro di circolare anche in autostrada. Senza rendersi conto dei pericoli che ci sono. L'affidamento a un professionista delle due ruote dovrebbe avvenire ancora prima del corso obbligatorio. Non dopo chilometri e chilometri nel traffico. La legge non lo esige? Allora dove non arriva la legge devono arrivare le famiglie. Gli stessi genitori dovrebbero imporre ai figli l'uso di un equipaggiamento di protezione. Troppo spesso si vedono ragazzi circolare con arti scoperti. Il concetto di sicurezza nasce in famiglia».

La nota positiva
Dal primo marzo 2025 in Ticino gli esami di guida si sono allineati a quanto avviene nella Svizzera tedesca. Per la categoria A1, la riduzione a due candidati per esame sembra permettere di valutare meglio le competenze degli allievi. Anche se l’esame si svolge con radiotrasmittenti e gli esaminatori seguono i giovani in auto. Per le categorie A e A 35 kW, invece, gli esaminatori salgono come passeggeri, imponendo all’allievo un livello di preparazione più elevato. Stando agli specialisti si tratterebbe di un cambiamento positivo che va nella direzione di ridurre il rischio di incidenti.

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