Parco auto che invecchia, emissioni che aumentano

Transizione mancata: ecco perché la Svizzera non riduce le emissioni su strada.
Transizione mancata: ecco perché la Svizzera non riduce le emissioni su strada.
BERNA - Il mercato automobilistico svizzero attraversa una crisi senza precedenti.
I dati - Nel 2025 sono state vendute solo 233'737 auto nuove, oltre il 2% in meno rispetto all’anno precedente e il valore più basso degli ultimi 25 anni. Si tratta del sesto anno consecutivo di calo, in una tendenza di lungo periodo che vede oggi il numero di nuove immatricolazioni inferiore di circa il 26% rispetto al 2000. Nemmeno durante la crisi finanziaria del 2009 o la pandemia del 2020 si erano registrati dati così negativi.
Buone notizie per il clima? Solo a prima vista - Questo andamento solleva interrogativi su un possibile cambiamento nelle abitudini di mobilità. A prima vista, il calo delle vendite potrebbe sembrare una buona notizia per il clima, soprattutto perché le auto a combustione sono in forte flessione: –20% per quelle a benzina e –30% per il diesel.
I veicoli sono più vecchi - Tuttavia, una riduzione delle auto nuove non si traduce automaticamente in benefici ambientali. In Svizzera si continua a viaggiare quasi come prima, ma con un parco veicoli più vecchio: le automobili vengono tenute in media dieci anni, tre in più rispetto al 2000 e producono quindi più emissioni.
Le auto elettriche sono in ritardo - A ciò si aggiunge il ritardo nella diffusione delle auto elettriche. Nonostante singoli successi, come la Tesla Model Y tra i modelli più venduti, solo tre veicoli elettrici puri figurano nella top 15. La quota di elettriche sulle nuove immatricolazioni è ferma al 34%, ben al di sotto degli obiettivi e della media dei Paesi europei più avanzati.
Le critiche - - Per gli importatori questo rappresenta un doppio problema: vendite in calo e mancato rispetto dei limiti di CO₂, che comporterà sanzioni per centinaia di milioni di franchi. L'associazione degli importatori Auto-Svizzera attribuisce la responsabilità a una politica incoerente.
...e le richieste - Da qui le richieste al consigliere di Stato Albert Rösti (ed ex presidente dell'associazione) e chiede interventi mirati: elettricità più economica, infrastrutture di ricarica potenziate e l’abolizione dell’imposta d’importazione del 4% sulle auto, ritenuta un’anomalia dannosa. L’estensione di tasse anche ai veicoli elettrici, avverte il settore, rischia infine di frenare ulteriormente la transizione, incluso il trasporto pesante.




