La Ticino House conquista il WEF: «Da noi niente spaghetti a 50 franchi, il nostro merlot ha spopolato»

Sempre pieno, anzi stipato e con le cantine vuote dopo 3 giorni. Il ristorante pop-up di Sapori Ticino è stato un successo tanto clamoroso quanto inatteso: «Smettiamola di fare i “Calimeri” sull'enogastronomia, ci siamo».
Sempre pieno, anzi stipato e con le cantine vuote dopo 3 giorni. Il ristorante pop-up di Sapori Ticino è stato un successo tanto clamoroso quanto inatteso: «Smettiamola di fare i “Calimeri” sull'enogastronomia, ci siamo».
DAVOS - Forse non lo sapevate, anche se proprio su tio.ch ne avevamo scritto, ma il Ticino era l'unico cantone svizzero ad avere un proprio ristorante in quel di Davos: la House of Ticino.
Situata all'interno del prestigioso Hotel Meierhof aveva un obiettivo ben chiaro: fare da vetrina internazionale non soltanto al nostro territorio ma anche a sapori e vini di casa nostra.
«È stato un successo tanto clamoroso quanto inatteso», ci conferma Dany Stauffacher di Sapori Ticino, «va detto che dal punto di vista della ristorazione il WEF è un mondo a sé stante, assolutamente folle. Quanto si è letto sui giornali, e anche su tio.ch, dei prezzi incredibili corrisponde a verità. Io il mondo della ristorazione l'ho girato, ma devo ammettere di non aver mai visto niente del genere».
La strategia, o forse meglio chiamarla la non-strategia, della Ticino House ha finito per conquistare tutti: «Abbiamo tenuto i prezzi del ristorante in linea con quelli ticinesi, ed è stato un trionfo: pieni ogni giorno, con almeno due (se non tre) turni per ogni tavolo. In totale saranno stati quasi 1'300 coperti, con gente che ha prenotato tavolate per tutto il periodo del WEF sia a pranzo, sia a cena. Al Forum, va ricordato, non ci sono solo i capi di Stato e i miliardari ma anche tanti professionisti».
A conquistare sono state specialità che più nostrane non si può: oltre ai salumi e ai formaggi ticinesi, anche la polenta con guancette di vitello, il lucioperca e gli gnocchi alla formaggella.
Ad andare a ruba è stato anche il vino: «Il merlot ticinese ha spopolato, per molti dei nostri visitatori è stata una scoperta: non lo conosceva nessuno!», continua Stauffacher ridendo, ed è stata decisamente una scoperta... piacevole: «Al terzo giorno ci avevano svuotato la cantina e siamo dovuti correre ai ripari!».
Un'esperienza, quella della Ticino House, che è anche una conferma importante: «È un successo non solo del Ticino ma anche dei nostri sapori. È una cosa che ci tengo particolarmente a sottolineare: è giusto che la gente prenda coscienza che i nostri prodotti, la nostra cucina e i nostri vini possono giocarsela a livello mondiale. È un messaggio che può, e dovrebbe, passare. Perché ogni tanto facciamo un po' i “Calimeri” ma sul cibo e sui vini noi ticinesi - il successo qui a Davos lo conferma - ci siamo».








