Ticino in difficoltà: un impoverimento silenzioso che non può più essere ignorato

Luca Panizzolo, artigiano e consigliere comunale
Il Ticino sta attraversando una fase di crescente fragilità economica che colpisce in modo sempre più evidente il ceto medio, le famiglie e il tessuto artigianale del Cantone. Non si tratta di percezioni, ma di una realtà che emerge quotidianamente dal territorio e dal contatto diretto con cittadini e imprese.
Come artigiano, queste situazioni non rappresentano più un’eccezione episodica, ma stanno diventando una vera e propria quotidianità. Sempre più spesso si riscontrano difficoltà nell’incassare anche importi modesti e si è costretti a concedere pagamenti rateali pur di rientrare almeno parzialmente delle spese sostenute. Avviare una procedura di recupero crediti risulta nella maggior parte dei casi antieconomico, con costi che superano l’importo stesso del lavoro, trasformando di fatto l’artigiano in un finanziatore involontario.
Ancora più preoccupante è la situazione delle famiglie. Per interventi indispensabili come la sostituzione di un impianto di riscaldamento, sempre più persone sono costrette a rivolgersi alle banche per ottenere prestiti, arrivando in alcuni casi a ipotecare la propria abitazione. Ma il segnale più allarmante riguarda i piccoli interventi: anche la sostituzione di uno scaldacqua guasto diventa per alcune famiglie un problema finanziario difficile da affrontare.
Questi episodi sono il sintomo di un impoverimento progressivo e diffuso del ceto medio, aggravato da salari medi più bassi rispetto al resto della Svizzera e da un costante aumento del costo della vita: premi di cassa malati, energia, affitti e altri oneri obbligatori. Una pressione che erode il potere d’acquisto e riduce la capacità delle famiglie di far fronte anche alle spese più ordinarie.
Le conseguenze non riguardano solo la sfera privata, ma l’intero sistema economico cantonale. Gli artigiani e le piccole imprese, pilastro dell’economia locale, operano in un contesto sempre più fragile, con margini ridotti, costi crescenti e un rischio d’insolvenza che mette in discussione la loro sostenibilità.
Di fronte a questo quadro, è necessario un cambio di passo politico. Non si può continuare a ignorare un impoverimento silenzioso che non fa rumore ma mina alla base la coesione sociale, la dignità del lavoro e la tenuta economica del Cantone. Servono misure concrete a sostegno del potere d’acquisto, della classe media e delle piccole imprese, affinché il Ticino non diventi un Cantone in cui anche l’essenziale rischia di trasformarsi in un lusso.
Luca Panizzolo, artigiano e consigliere comunale



