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SARA DEMIR

25 novembre: scegliere da che parte stare

Sara Demir, Deputata al Gran Consiglio, Membro della Commissione Giustizia e diritti e Membro del comitato delle Donne del Centro TI
Sara Demir
Fonte Sara Demir
25 novembre: scegliere da che parte stare
Sara Demir, Deputata al Gran Consiglio, Membro della Commissione Giustizia e diritti e Membro del comitato delle Donne del Centro TI

Ogni 25 novembre ricordiamo che la violenza sulle donne non è un episodio isolato: è una realtà che molte donne vivono nel quotidiano. Anche i numeri più recenti lo confermano: nel 2024 la Polizia cantonale ha registrato 982 interventi in ambito familiare (-5% rispetto al 2023), con 162 casi in cui sono emersi reati d’ufficio; gli allontanamenti dall’abitazione – strumento di protezione spesso necessario – sono rimasti numerosi. A livello federale la situazione è preoccupante perché in aumento (+1’209 casi): nel 2024 in Svizzera le autorità hanno registrato oltre 21’000 reati di violenza domestica, con circa il 70% delle vittime donne.

È un quadro che ci impone misure concrete e coordinate.A Bellinzona, l’installazione “La voce della violenza” ancora visibile oggi a Palazzo Civico nella corte interna, non è soltanto un simbolo: è un richiamo diretto alle persone, ai passanti, alle istituzioni. Mentre nelle aule si discute e si decide, fuori c’è la voce di chi ha vissuto la violenza: non statistiche, ma vite. Spetta a noi trasformare quel richiamo in politiche efficaci.Da deputata al Gran Consiglio sostengo che la risposta deve essere triplice: prevenzione, protezione, presa in carico a lungo termine. Occorrono programmi educativi obbligatori nelle scuole, formazione specialistica per chi interviene (forze dell’ordine, sanitari, servizi sociali) e risorse per strutture di accoglienza e percorsi di recupero per le vittime. Non basta contare gli interventi: bisogna far diminuire la necessità di intervenire.

Il 25 novembre non deve essere una commemorazione: è come se fosse la domanda scomoda che ci entra in casa e ci chiede cosa cambieremo, concretamente, da domani. Sosterrò, laddove possibile, misure che rafforzino prevenzione e protezione, e un adeguamento delle pene affinché i reati di violenza siano puniti con la severità che meritano. E chiedo a chi legge: non abbassiamo lo sguardo. La domanda da portare con noi dopo la giornata è sempre la stessa: cosa facciamo da domani per non dover contare altre vittime?

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