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TIZIANO GALEAZZI

Nessun “esperimento” con la sicurezza nazionale svizzera

Tiziano Galeazzi, Deputato in Gran Consiglio UDC e Tenente colonnello.
Ti-Press
Fonte Tiziano Galeazzi
Nessun “esperimento” con la sicurezza nazionale svizzera
Tiziano Galeazzi, Deputato in Gran Consiglio UDC e Tenente colonnello.

L'Iniziativa “Servizio Civico” che andremo a votare il prossimo 30 novembre, apre la porta a un esperimento potenzialmente rischioso per la nostra sicurezza nazionale e indebolisce un pilastro fondamentale su cui si basa il nostro Paese: il Servizio militare obbligatorio.

Oggi il Servizio militare garantisce il funzionamento affidabile e collaudato delle forze armate. Ognuno conosce il proprio compito. Incarna lo spirito del cittadino-soldato.

Chi è idoneo presta Servizio nell'Esercito o nella protezione civile. In questo modo la nostra difesa è garantita anche in tempi di crisi. Questo sistema chiaro e collaudato ha assicurato per generazioni l'indipendenza e la neutralità armata della Svizzera sul piano politico, economico e militare.

L'iniziativa in oggetto intende abolire questo sistema. In futuro, tutte le donne e tutti gli uomini dovrebbero poter scegliere liberamente se prestare Servizio nell'Esercito, nell'assistenza infermieristica, nell'assistenza sociale o nella cosiddetta «protezione del clima». Ciò può sembrare innovativo, ma è estremamente rischioso e insidioso.

Infatti, se ognuno di noi possa liberamente scegliere autonomamente dove prestare Servizio, presto mancheranno i soldati e i quadri. Le forze armate perderebbero effettivi e di conseguenza la sicurezza del nostro Paese verrebbe smontata, se non annientata.

Il nostro Esercito non è un progetto sociale o un “menù à la carte”, ma una necessità ancorata nella Costituzione svizzera. (art 58 e 59)

Non dobbiamo quindi relativizzare o indebolire il Servizio militare obbligatorio. Questo inoltre è l’ennesimo tentativo di eliminare la nostra difesa nazionale da parte della sinistra e dei loro alleati politici che da anni tentano, a suon di Iniziative popolari, di raggiungere il loro scopo. Uno scopo tutto svizzero, visto che molte loro rappresentanze nell’UE e nei Paesi NATO sostengono proprio il contrario.

Per questo motivo voterò NO ed è chiaro che il 30 novembre prossimo dovremo respingere l’ennesimo tentativo di smantellare le nostre forze armate.

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