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L'OSPITE
14.09.2021 - 23:180
Aggiornamento : 15.09.2021 - 12:57

Due settimane per votare un sì importantissimo!

Siro Fadini, membro di comitato GISO Ticino, ps Locarno

LOCARNO - Mentre una persona su quattro in Svizzera è in difficoltà economiche a causa del Covid19, a livello globale durante l’anno di pandemia mediamente nasceva un nuovo miliardario ogni 17 ore. È l’apice di un sistema che sta toccando l’assurdo. La crisi pandemica ha messo ancora più in mostra le enormi disuguaglianze su cui si basa la nostra società e incentivato l’aumento della disparità di ricchezza. E di fronte a un futuro incerto e alle enormi sfide che le fasce meno agiate della popolazione devono affrontare, qualcuno imperterrito tenta di sviare il dibattito pubblico verso temi dalla scarsa importanza o cerca alibi facili. Ma la questione centrale resta la stessa: i soldi ci sono, sono solo estremamente mal distribuiti! Nel 2003 l’1% percento più ricco in Svizzera possedeva il 36% della ricchezza. Con il susseguirsi delle politiche neoliberali e ripetuti sgravi al capitale la situazione è drasticamente peggiorata, con il risultato che ad oggi l’1% possiede il 42.3% della ricchezza e il 10% possiede il doppio dei soldi del restante 90%! Al tempo stesso sono in continuo aumento i premi di cassa malati e gli affitti e chi lavora fa sempre più fatica ad arrivare a fine mese.  

L’iniziativa 99% ha messo al centro del dibattito proprio questo enorme problema. Essa vuole cambiare le priorità del nostro paese e mettere al centro gli interessi della gente comune. E a Economiesuisse, alle grandi associazioni imprenditoriali e, in generale, all’1%, questa iniziativa fa paura. La conseguenza? Una campagna, quella dei contrari, ben organizzata, molto ricca e, come già molte volte in passato, piena di fake news. Ma la questione è semplice. Difendere i super ricchi o le grandi imprese non attira molti voti. O perlomeno non abbastanza. Funziona molto meglio, per fare un esempio, dirsi difensori delle PMI e delle piccole imprese a conduzione famigliare. Anche quando di fatto, e sono convinto che Economiesuisse e compagnia bella lo sappiano perfettamente, le PMI non sono affatto toccate dall’iniziativa. Anzi, ne beneficiano, dato che ridistribuire la ricchezza dei superricchi o investire nella sanità o nell’istruzione, significa aumentare il potere d’acquisto della popolazione e dunque favorire il rilancio economico delle PMI post-pandemia.

Perciò, non lasciamoci ingannare e votiamo un chiaro sì a un’iniziativa coraggiosa ed estremamente importante!

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