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SVIZZERA«Abbiamo bisogno dell'immigrazione»

25.06.24 - 09:58
L'invecchiamento della popolazione è un problema per il settore industriale svizzero: una sfida che dovranno affrontare anche i Paesi vicini
Deposit Photos
Fonte ats
«Abbiamo bisogno dell'immigrazione»
L'invecchiamento della popolazione è un problema per il settore industriale svizzero: una sfida che dovranno affrontare anche i Paesi vicini

BERNA - Swissmem, l'organizzazione dell'industria metalmeccanica ed elettrica, si oppone alle due iniziative degli ambienti UDC sulla neutralità della Svizzera e sulla limitazione della popolazione a dieci milioni di persone.

«Abbiamo bisogno dell'immigrazione nel mercato del lavoro», ha dichiarato Martin Hirzel, presidente di Swissmem. «La nostra economia va così bene che siamo attrattivi: abbiamo quindi bisogno di persone valide che vengano da noi», ha detto in un'intervista pubblicata oggi dalle testate di Tamedia.

«Tra dieci o vent'anni ci sarà concorrenza in Europa per l'immigrazione, perché tutti i Paesi vicini dovranno affrontare la stessa sfida». La Svizzera dovrebbe organizzarsi in modo tale che l'immigrazione possa essere ben gestita e sostenuta dalla popolazione.

L'interpretazione della neutralità svizzera con la relativa iniziativa UDC si spinge troppo oltre, ha aggiunto Hirzel. «Un'interpretazione così dogmatica della neutralità nuoce alla nostra industria degli armamenti e della sicurezza».

La Svizzera dovrebbe posizionarsi in modo da poter «parlare con tutti e fare affari con tutti». «Non è immorale», afferma Hirzel. «In quanto piccolo Paese che non fa parte di un'alleanza, dobbiamo pensare prima di tutto a noi stessi. Senza esportazioni, non c'è industria svizzera e quindi non c'è prosperità».

Per quanto concerne le relazioni tra Svizzera e Ue, il presidente di Swissmem si dice fiducioso: riguardo ai bilaterali III prevede un risultato per quest'anno. Tuttavia a tale proposito ha criticato i sindacati: «Vogliono facilitare l'estensione del campo di applicazione dei contratti collettivi di lavoro e introdurre salari minimi a livello nazionale. Questo non ha nulla a che fare con i bilaterali III».

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