STATI UNITI
22.05.2014 - 08:140
Aggiornamento : 23.11.2014 - 10:37

Segregata in casa e violentata per 10 anni

La donna era stata drogata e rapita 10 anni fa. Ha avuto il coraggio di chiedere aiuto. Arrestato il sequestratore. Una storia che ha scioccato gli Stati Uniti

SANTA ANA - Arriva dagli Stati Uniti l'ennesima storia di donne rapite e chiuse in case per tanti anni. Questa volta scenario della drammatica vicenda è la California, e più precisamente Santa Ana. Qui dieci anni fa una ragazzina di appena 15 anni è stata drogata e rapita dall'ex boyfriend. Per dieci lunghi anni ha vissuto segregata in casa vittima di continue violenze sessuali. Oggi, all'età di 25 anni, la donna è stata liberata. 

Il rapitore si chiama Isidro Garcia, ha 41 anni ed è stato arrestato perché sospettato di sequestro per stupro e atti osceni con una minorenne. È stata proprio la giovane, oggi 25enne, a contattare la polizia dopo avere trovato la sorella su Facebook, spiegando che era trattenuta da anni contro la sua volontà.

A fornire la ricostruzione dei fatti è il dipartimento di polizia di Santa Ana, in California appunto. La ragazza era scomparsa da casa sua 10 anni fa, quando aveva 15 anni. Allora, era il 2004, frequentava l'uomo e lui, dopo avere aggredito la madre della ragazza, drogò la 15enne e la portò a casa sua a Compton, dove la chiuse a chiave in un garage.

Nei mesi successivi fornì alla ragazzina un’identità falsa e compì abusi fisici ed emotivi per evitare che lei fuggisse. Per anni Garcia ha tenuto la sua vittima segregata in un garage, poi, piano piano è riuscito a convincerla che la sua famiglia aveva smesso di cercarla. Infine, ottenne per lei e per se stesso un lavoro per fare assieme delle pulizie notturne, in modo da poterla avere sempre sotto controllo. Nel 2007 la costrinse anche a sposarlo e nel 2012 hanno avuto un figlio, ha reso noto la polizia.

Nel corso degli anni la donna ha avuto diverse occasioni per fuggire, ma i ripetuti “abusi fisici e mentali” a cui è stata sottoposta le hanno di fatto impedito di farlo, ha affermato ancora la polizia. Fino a quando, di recente, ha contattato sua sorella via Facebook, e ha infine trovato la forza e il coraggio di rivolgersi alla polizia.


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