Keystone
ITALIA
26.07.2018 - 10:420
Aggiornamento : 12:01

«Malato da un anno. Sergio e Manuela avevano scelto Zurigo per maggiore privacy»

Parla il padre della compagna di Marchionne: «Sembrava che le sue condizioni di salute stessero migliorando»

TORINO - Da quanto tempo Sergio Marchionne era malato? In molti se lo sono chiesto nelle ultime ore, sorpresi dalla veloce degenerazione della sua situazione clinica, che lo ha portato ieri alla morte a Zurigo. Da un anno, ma c’era positività, sia il manager sia le persone a lui vicine non si aspettavano quanto accaduto. Lo si capisce dalle parole di Pier Luigi Battezzato, il padre della compagna del manager, intervistato da Il Corriere della Sera.

«Ho parlato con Sergio poco prima che venisse operato - ha spiegato dalla sua casa di Alpignano con le lacrime agli occhi - ed era tranquillo. Aveva persino fissato una riunione che avrebbe dovuto tenersi in questi giorni. Poi ci siamo dati appuntamento per le vacanze, c’era un progetto per riunire tutta la famiglia». Tutto sembrava potesse andare per il meglio, tanto che, secondo il sito Dagospia, Marchionne non avrebbe nemmeno mai comunicato la gravità delle sue condizioni a John Elkann e ai vertici di Fca. Solo il braccio destro Alfredo Altavilla era stato informato.

«Quello di Sergio doveva essere un intervento semplice. E invece è accaduto il peggio. Non lo so, a volte penso che se non fossero andati in Svizzera forse sarebbe stato diverso… Se si fosse fatto operare alle Molinette, qui in Italia… Forse non era nella condizione di affrontare un’operazione. Non saprei, lui è arrivato in clinica fisicamente provato. Sergio e Manuela avevano scelto di andare a Zurigo perché lì avrebbero avuto maggiore privacy. Ma la privacy che desideravano non c’è stata».

«Un anno fa aveva smesso di fumare - ha continuato il padre di Manuela - sembrava che le sue condizioni di salute stessero migliorando. Lui non si è mai fermato. Era chiaro a tutti che non stesse bene. Il suo fisico si era asciugato e lui era affaticato e respirava con molta fatica. Eppure era sempre in movimento, in viaggio da una parte all’altra del mondo. Ha sempre lavorato e non si è mai tirato indietro di fronte ai suoi impegni».

La riservatezza è cosa cara al signor Battezzato - che parla a fatica - così come lo era per Sergio Marchionne, che descrive così: «Ci si potrebbe scrivere un libro. Non si può ridurre tutto in poche parole. Ha fatto cose straordinarie, ma era una persona semplice. In lui non c’era nulla di mondano. La sua vita era tutta lavoro e famiglia».

A comunicargli il decesso è stata la figlia: «Mi ha chiamato questa mattina e mi ha detto “Sergio non c’è più”. Mi ha detto che non lo sapeva ancora nessuno, ma dieci minuti dopo la notizia era su tutti i siti online. A volte bisognerebbe saper fermarsi».

Potrebbe interessarti anche
Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-11-21 05:43:12 | 91.208.130.85