«Niente pace con quei guerriglieri»

Il presidente colombiano Gustavo Petro boccia la proposta di accordo del gruppo ELN accusato di stragi e traffici illeciti
BOGOTÀ - Il presidente colombiano Gustavo Petro ha respinto la proposta di pace avanzata dall'Esercito di liberazione nazionale (Eln), accusando il gruppo guerrigliero di aver distrutto «con il sangue e il fuoco» il processo negoziale avviato dal suo governo. In un messaggio diffuso sui social, Petro ha denunciato che l'Eln ha fatto naufragare l'accordo «uccidendo umili contadini», in massacri riconducibili al controllo delle coltivazioni illecite e dell'estrazione illegale dell'oro.
Secondo il capo dello Stato, non è possibile riaprire alcun negoziato senza un previo e chiaro abbandono delle economie illegali e della pratica del reclutamento di minori. La presa di posizione giunge dopo che l'Eln ha rivolto alle forze politiche e sociali del Paese la proposta di un «accordo nazionale» per superare il conflitto armato e la crisi strutturale che affliggono la Colombia da quasi settant'anni, ipotizzando anche una riforma costituzionale. Petro ha ribadito che la pace può essere costruita solo su atti concreti di disarmo, legalità e rispetto dei civili.



