«Potrei dover scegliere tra la Groenlandia e la Nato»

L'Alleanza transatlantica valuta nuove strategie nell'Artico mentre cresce la tensione a causa delle mire di Trump.
L'Alleanza transatlantica valuta nuove strategie nell'Artico mentre cresce la tensione a causa delle mire di Trump.
WASHINGTON / NUUK - La Nato sta studiando «i prossimi passi» per garantire la sicurezza nell'area artica, che è di «cruciale interesse» per tutta l'Alleanza Atlantica, come stabilito già nel corso dei dedicati gruppi di lavoro nel 2025. Il segretario generale Mark Rutte, in visita in Croazia, fa quel che può per gestire la crisi Groenlandia, dopo che Donald Trump è tornato a minacciare l'isola. Ribadendo che avrà l'isola «in un modo o nell'altro», pronto anche a scegliere tra la terra artica e la Nato.
La data cruciale è quella dell'incontro delle autorità danesi con Marco Rubio, mercoledì prossimo. Non solo. Anche una delegazione di senatori Usa si recherà in Danimarca, ospite della Commissione Affari Esteri del Parlamento. Il punto è capire se c'è qualcosa che Copenaghen possa offrire, al di là della cessione della Groenlandia.
Gli alleati, nel mentre, fanno ciò che possono - Ursula von der Leyen ha anticipato un raddoppio dei fondi nel prossimo bilancio Ue per la Groenlandia, senza però dare maggiori dettagli (l'isola dei ghiacci d'altra parte non è nemmeno un territorio dell'Ue). Il Regno Unito appare il capofila dei Paesi Nato interessati a rafforzare la sicurezza nell'Artico, anche in virtù del rapporto privilegiato con le nazioni del nord e del Baltico. Il Comando marittimo alleato (Marcom) ad esempio ha la sua sede a Northwood, in Inghilterra, ed è fondamentale per dirigere le operazioni navali e le esercitazioni della Nato, nonché per garantire la deterrenza e la difesa marittima.
Il Comando alleato per l'Estremo Nord (definizione Nato per l'Artico) è invece gestito principalmente dal Comando congiunto delle forze di Norfolk (in Virginia, negli Stati Uniti), che recentemente - lo scorso dicembre - ha assunto la responsabilità per Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, integrando la difesa artica sotto un unico comando "per un migliore approccio strategico al Nord America e all'Europa". In un certo senso, quindi, gli Usa la Groenlandia se la sono già presa, quantomeno in ambito Nato.
Da Nuuk, però, arriva l'ennesimo stop - Questa volta sotto forma di una nota ufficiale del governo locale. «Gli Stati Uniti hanno ribadito ancora una volta il loro desiderio di acquisire il controllo della Groenlandia: si tratta di qualcosa che la coalizione di governo non può accettare in nessuna circostanza», si legge nella dichiarazione diffusa sui social.
«Tutti gli Stati membri della Nato, compresi gli Usa, hanno un interesse comune nella difesa della Groenlandia e la coalizione di governo groenlandese collaborerà quindi con la Danimarca per garantire che il dialogo e lo sviluppo della difesa avvengano nel quadro della cooperazione Nato». Che poi è esattamente quanto sta avvenendo. L'accordo firmato tra gli Usa e la Danimarca nel 1951 sulla difesa della Groenlandia offre già a Washington ampio margine di manovra e Copenaghen non avrebbe nessuna obiezione all'apertura di nuove basi americane sull'isola.
Rutte ha confermato i contatti in corso - «Attualmente stiamo discutendo il passo successivo, ovvero come garantire un seguito concreto a tali discussioni affinché l'Alleanza, collettivamente e attraverso i singoli alleati, faccia tutto il possibile per garantire la sicurezza dell'Artico, che, come tutti concordiamo, deve essere una priorità». Il Polo Nord, d'altra parte, è praticamente un lago della Nato.
In tutto i Paesi artici sono otto: Stati Uniti, Canada, più i cinque europei (la Danimarca attraverso la Groenlandia, l'Islanda, la Norvegia, la Finlandia e la Svezia). Poi c'è la Russia. E una Cina sempre più presente. Certo, oltre all'aspetto militare c'è quello economico. E qui la situazione si complica. Perché le norme ambientali euro-danesi sono molto più stringenti di quelle americane. Se Trump, dunque, sulla difesa potrebbe fare come vuole, anche senza annettere la Groenlandia, per il suo sfruttamento no.




